TORINO - I carabinieri del Comando provinciale di Torino hanno arrestato Bruno Antonio Malatesta, 59 anni, ritenuto responsabile di riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale aggravata e truffa aggravata ai danni dello Stato. 

Secondo le indagini, condotte dal Nucleo investigativo di Torino e coordinate dalla Procura, l’uomo avrebbe avvicinato persone vulnerabili attraverso corsi di yoga, meditazione e difesa personale, per poi ospitarle in una comunità residenziale da lui gestita nella bassa Val di Susa. All’interno della struttura si sarebbero consumate violenze fisiche, psicologiche e abusi sessuali. 

L’inchiesta, avviata nel marzo 2024 e ancora in corso, sarebbe partita da denunce e querele presentate negli anni precedenti, fin dal 2017, da alcune persone offese.  

Malatesta, indicato come il “Maestro”, avrebbe esercitato un controllo totale sulle adepte attraverso la manipolazione psicologica, proponendo terapie sciamaniche e rituali presentati come strumenti per alleviare sofferenze o guarire malattie. 

Secondo gli investigatori, l’uomo si sarebbe autoproclamato “il prescelto”, sostenendo di essere in contatto con la “Madre Divina”. Nella comunità avrebbe ospitato soprattutto donne, definite “monache” o “adepte”, costringendole a voti di obbedienza e povertà e a consegnargli i propri averi. 

Alle donne sarebbe stato imposto anche un voto di castità nei rapporti con mariti e compagni, ma non con il “maestro”. Chi non rispettava le regole, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, sarebbe stato sottoposto a punizioni corporali, all’obbligo di dormire a terra o al divieto di lavarsi per diversi giorni. 

Le vittime sarebbero state scelte perché spesso affette da problemi personali o malattie e quindi più esposte alla manipolazione. Nell’inchiesta risultano denunciati anche tre presunti collaboratori del cinquantanovenne: due donne e un uomo. 

Le due collaboratrici, una con il ruolo di “Maestra” e l’altra psicologa professionista, avrebbero gestito la comunità sul piano logistico. Il loro effettivo ruolo è ancora oggetto di approfondimento investigativo.  

Il terzo collaboratore, definito “Monaco” e massoterapista, avrebbe invece eseguito “terapie sessuali” a pagamento su clienti donne, approfittando di momenti di lutto o fragilità. 

Secondo l’accusa, Malatesta avrebbe abusato sessualmente anche di vittime minorenni, facendo passare gli atti come presunte “terapie purificatrici”. 

Tra i capi d’imputazione figura anche la truffa aggravata ai danni dello Stato. L’uomo avrebbe infatti simulato l’incapacità di deambulare, inducendo in errore la commissione medica dell’Inps e percependo indebitamente oltre 80mila euro come pensione di invalidità. 

Le due avvocate dell’uomo, entrambe del foro di Roma, non hanno rilasciato dichiarazioni. “Non possiamo rispondere in merito a nessuna domanda, non abbiamo dichiarazioni da fare in nessun senso”, hanno detto interpellate telefonicamente.