ROMA - “Lo Stato non ha più il denaro per finanziare tutte le ricostruzioni e ovunque, è finita quella stagione”. Lo afferma il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, rispondendo a una domanda sull’ipotesi di promuovere polizze catastrofali volontarie per i privati. 

Il ministro, a margine della nuova edizione di Città nel futuro 2030-2050, lega il tema alla crescente esposizione del Paese agli eventi estremi e ai rischi naturali. “Il cambiamento climatico ha reso più esasperata una realtà che già esisteva, ma non deve essere un alibi”, sostiene, aggiungendo che “dovremo necessariamente convivere con il rischio, ma lo Stato non resterà a guardare, il peso verrà diviso in parti uguali”. 

Musumeci richiama anche il tema del rischio sismico, accusando l’Unione europea di averlo sottovalutato. “Basta guardare gli atti per rendersene conto”, dice, sottolineando che “il 57% del territorio italiano è soggetto a terremoti, a rischi, e su questo fronte non mi pare che l’Unione europea abbia fatto molto”. 

Secondo il ministro, in questi anni l’attenzione si è concentrata soprattutto sull’efficientamento energetico, senza verificare in modo adeguato la sicurezza statica degli edifici. “È giusto che lo si sia fatto”, osserva, “però in alcune parti dell’Italia nessuno si è preoccupato di capire se c’è intanto l’efficienza statica”. 

Sul fronte assicurativo, Musumeci spiega che il governo sta valutando la risposta alla norma che introduce l’obbligo di copertura contro i rischi catastrofali per le imprese. Per le famiglie, invece, l’obiettivo è sollecitare polizze su base volontaria. 

Il ministro esclude per ora l’ipotesi di un incentivo specifico nella legge di bilancio, ma definisce il tema “bisognoso di continuità”. “Bisogna incoraggiare i cittadini”, aggiunge, citando il lavoro in corso ai Campi Flegrei.