ROMA - Circa duemila Comuni italiani andranno al voto in primavera per rinnovare sindaci e Consigli comunali. La stima arriva dagli enti locali e riguarda sia amministrazioni in scadenza naturale sia territori in cui il calendario era stato modificato negli anni della pandemia. 

Tra i Comuni chiamati alle urne ci sono quasi quaranta capoluoghi, con alcune delle principali città italiane: Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo e Bologna. La finestra temporale prevista va dal 15 aprile al 15 giugno 2027 e, secondo diverse ipotesi, il voto potrebbe svolgersi a maggio, con la data fissata già nel mese di aprile. 

Nel dettaglio, circa 900 Comuni arriveranno alla scadenza naturale del mandato, dopo il voto del 2022. A questi si aggiungono circa 1.200 amministrazioni che, a causa dell’emergenza Covid, votarono nell’autunno del 2021. 

Tra le ipotesi circolate negli ultimi mesi c’è anche quella di un election day, con l’accorpamento delle amministrative alle elezioni politiche. La scelta di riunire più votazioni in un’unica data spetta al governo, attraverso un decreto-legge approvato in Consiglio dei ministri e poi convertito dal Parlamento. 

Se l’esecutivo decidesse di includere anche le politiche in una tornata unica, dovrebbe concordare la finestra temporale con il Quirinale, nel rispetto dei limiti costituzionali. 

L’ultimo grande election day in Italia risale a giugno 2024, quando gli elettori furono chiamati al voto nello stesso fine settimana per le europee, per il primo turno delle amministrative in oltre 3.500 Comuni e per alcune elezioni regionali. Nel settembre 2020, invece, il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari fu accorpato al voto in sette regioni e alle comunali.