BERLINO - Un clamoroso terremoto giudiziario travolge i vertici dei servizi di sicurezza tedeschi.
L’ex capo del Bnd (il Servizio federale di informazione estera) August Hanning è stato arrestato dalle forze dell’ordine con le pesanti accuse di violazione del segreto di Stato, alto tradimento e spionaggio per conto di una potenza straniera. A darne notizia sono la Bild e l’agenzia Dpa, confermando l’apertura di un fascicolo da parte del Procuratore federale.
Hanning, alla guida del Bnd dal 1998 al 2005, è stato prelevato dagli investigatori dell’Ufficio federale di polizia criminale (Bka) nelle prime ore del mattino presso la sua abitazione a Nordwalde, nei pressi di Münster.
Contemporaneamente, gli agenti sono intervenuti in Baviera per arrestare un altro ex funzionario di alto livello dell’intelligence, identificato come Manfred D., ex capo ufficio dello stesso Hanning e in servizio al Bnd fino alla primavera del 2026.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Hanning avrebbe acquistato a titolo oneroso informazioni altamente riservate da Manfred D. con l’intento di rivenderle “nell’ambito della sua attività di consulenza”.
I sospetti nei confronti dell’ex numero uno dei servizi segreti sarebbero emersi a margine di un’altra vicenda giudiziaria di alto profilo: il processo legato al rapimento dei due figli dell’imprenditrice ed ereditiera di Amburgo Christina Block, avvenuto in Danimarca la notte di Capodanno del 2023. Nell’alveo di quelle indagini è affiorata la segnalazione di una fuga di notizie provenienti dal Bnd e destinate al quadro informativo di intelligence (Nd) della Cancelleria federale.
Mentre la magistratura cerca di verificare se Hanning abbia trasmesso dossier sensibili direttamente a una potenza straniera, resta accertato il suo profilo di consulente globale nei settori degli affari e della sicurezza, ambito nel quale manteneva legami con enti statali in Russia e Cina, compresi canali diretti con il Cremlino.
L’operazione giunge in una fase di estrema tensione per l’apparato d’intelligence tedesco. Proprio ieri, il presidente in carica del Bnd, Martin Jäger, aveva denunciato pubblicamente che Mosca sta conducendo una “guerra ombra” contro la Germania attraverso intimidazioni, operazioni spionistiche e azioni volte a indebolire le istituzioni narrative del Paese, definendo i servizi di sicurezza come “la prima linea di difesa”.
Da Mosca è arrivata l’immediata e ferma smentita del Cremlino. Il portavoce Dmitry Peskov ha liquidato le ricostruzioni parlando di “accuse assolutamente infondate, che non hanno alcuna argomentazione reale”, sostenendo che le prese di posizione di Berlino rientrino in una strategia comunicativa volta alla “creazione artificiale di un nemico effimero” per giustificare il costante aumento delle spese di militarizzazione in Germania.