REYKJAVIK - Il segretario di Stato Usa Marco Rubio è giunto lunedì sera a Reykjavik, prima tappa di un tour europeo che lo porterà anche in Grecia e Portogallo per consolidare l’influenza di Washington nell’Artico.  

La visita si colloca circa dieci giorni dopo l’accordo sulla sicurezza della Groenlandia siglato dagli Stati Uniti con la Danimarca e le autorità dell’isola a margine dell’Assemblea generale dell’Onu a New York. Un’intesa che prevede la realizzazione di due nuove basi militari statunitensi in questo territorio strategico per la difesa e il commercio, ponendo fine (almeno in linea di principio) alle minacce del presidente Donald Trump di acquistare o annettere l’isola, un’ipotesi che aveva incrinato i rapporti con l’Unione europea. 

Nella capitale islandese, Rubio ha in programma colloqui con i vertici di governo per discutere di “collaborazione economica e di sicurezza”, come confermato dal dipartimento di Stato. Prima di partire, il capo della diplomazia statunitense ha definito l’isola “una buona amica degli Stati Uniti”, spiegando che la tappa “è in realtà il risultato di una conversazione che ho avuto con i loro leader al vertice Nato all’inizio di quest’anno” e di successivi colloqui con il ministro degli Esteri. 

La missione punta a rafforzare il controllo sulle vie di accesso alla regione artica, snodo sempre più conteso con Russia e Cina, dove Washington considera fondamentale la presenza di una base permanente. Tuttavia, la presenza diplomatica si inserisce in un contesto segnato da recenti attriti.  

All’inizio di settembre, Trump ha suscitato forti polemiche condividendo una mappa generata dall’intelligenza artificiale in cui il Nord America, i Caraibi, la Groenlandia e l’Islanda apparivano uniti sotto la bandiera e il nome degli “Stati Uniti d’America”. Un’iniziativa che ha spinto il governo di Reykjavik a convocare l’ambasciatore Usa per comunicare che l’immagine era “del tutto inappropriata”.  

Più di recente, la scorsa domenica, il presidente statunitense è tornato ad agitare il tema groenlandese pubblicando su Truth Social un fotomontaggio del proprio volto sovrapposto a un paesaggio dell’isola, accompagnato dalla scritta “Ciao, Groenlandia!“.  

L’Islanda, priva di forze armate dalla sua indipendenza nel 1944, affida la propria difesa alla Nato e a uno storico trattato bilaterale siglato con gli Stati Uniti nel 1951, pur non ospitando attualmente basi statunitensi permanenti. Sul fronte politico interno, la popolazione ha da poco confermato la propria linea autonoma: a fine agosto, il 52,8% degli islandesi ha votato contro la ripresa dei negoziati di adesione all’Unione europea, congelati dal 2013. 

La visita di Rubio (la prima di un segretario di Stato Usa dopo quella di Antony Blinken nel 2021) proseguirà poi alla volta di Atene per un “dialogo strategico” sulla sicurezza regionale ed energetica con la Grecia, alleato Nato che punta a diventare uno snodo cruciale per il trasporto del gas naturale nell’Europa sudorientale, specie a fronte della fragilità delle catene di approvvigionamento evidenziata dai conflitti in Iran e Ucraina. La missione europea si concluderà infine con una breve tappa a Lisbona.