PRAGA - Urne aperte fino a domani in Repubblica Ceca per le elezioni generali, che vedono in testa Akce Nespokojených Občanů (Azione dei Cittadini Insoddisfatti, abbreviato Ano), il partito dell’ex premier miliardario Andrej Babis, sedicente “trumpista”.
Una vittoria di Ano, rappresenterebbe un nuovo grattacapo per l’Unione Europea, poiché Babis potrebbe adottare un approccio simile a quello di Ungheria e Slovacchia, governi filorussi e restii a sostenere l’Ucraina. Tuttavia, i sondaggisti dubitano che Babis possa ottenere la maggioranza da solo e ritengono probabile la necessità di alleanze per formare un esecutivo.
La campagna di Babis si è concentrata su una maggiore spesa in assistenza sociale e sulla sospensione del sostegno militare a Kiev, sfruttando il crescente malcontento verso l’attuale governo di centro-destra guidato da Petr Fiala, accusato da molti elettori di trascurare i problemi interni pur avendo fornito ingenti aiuti all’Ucraina.
La Repubblica Ceca ospita circa mezzo milione di rifugiati ucraini, di cui 300 mila ancora presenti nel Paese. Babis, primo ministro dal 2017 al 2021, si era distinto per posizioni euroscettiche in linea con l’omologo ungherese Viktor Orban.
I seggi elettorali hanno aperto alle 14:00 e chiuderanno alle 22:00, per poi riaprire domani alle 08:00 e chiudere sei ore dopo. I risultati sono attesi per sabato sera. Secondo i sondaggi, Ano sarebbe in testa con circa il 30% dei consensi, davanti al gruppo Insieme di Fiala, stimato intorno al 20%.
“Puntiamo a un governo monopartitico. Abbiamo già governato con successo, con risultati”, ha dichiarato mercoledì scorso il settantunenne Babis, durante un dibattito televisivo con Fiala. L’ex premier populista si definisce un “pacifista” che chiede una tregua in Ucraina e promette un approccio “prima i cechi”, richiamando l’America First del presidente statunitense Donald Trump.
Nel 2024 Babis ha co-fondato il gruppo di estrema destra Patrioti per l’Europa al Parlamento europeo, che include anche il Rassemblement National francese.
Fiala, ex professore di scienze politiche di 61 anni, ha affermato su X che saranno gli elettori a decidere “se proseguiremo sulla strada della libertà, della democrazia di alta qualità, della sicurezza e della prosperità, o se andremo a Est”.
Secondo Josef Mlejnek, analista dell’Università Carolina, non ci si deve aspettare “un cambiamento radicale” in caso di vittoria di Ano. “Babis è un uomo d’affari pragmatico e l’unica cosa che gli interessa è essere primo ministro”, spiega Mlejnek. Tutto dipenderà dai risultati: se Ano dovesse arrivare primo senza ottenere la maggioranza, potrebbe cercare una coalizione con il movimento di estrema destra Spd, sostenuto dal 12% degli elettori, spingendo l’esecutivo verso posizioni più oltranziste.
Sia Babis sia Fiala sono stati coinvolti in scandali che hanno macchiato la loro reputazione. Il governo di Fiala è sotto accusa per la decisione del ministero della Giustizia di accettare una donazione di 44 milioni di dollari in bitcoin da un criminale condannato.
Babis, nato in Slovacchia e settimo ceco più ricco secondo Forbes, dovrà affrontare un processo per frode su sussidi Ue per oltre 2 milioni di dollari. Secondo le accuse, nel 2007 avrebbe scorporato la sua fattoria vicino a Praga dalla holding Agrofert per ottenere un sussidio destinato alle piccole imprese. L’ex premier ha definito le indagini a suo carico “una campagna diffamatoria”.