MELBOURNE - La Corte Suprema del Victoria ha concesso a Erin Patterson altri 28 giorni per depositare la documentazione necessaria al ricorso, fissando la nuova scadenza al 3 novembre. La richiesta è arrivata dal suo nuovo avvocato, Richard Edney, che ha ribadito l’intenzione della sua assistita di contestare le decisioni della giuria.
Lo scorso settembre Patterson, 51 anni, è stata condannata all’ergastolo con l’obbligo di scontare almeno 33 anni prima di poter chiedere la libertà condizionale.
La giuria l’ha riconosciuta colpevole dell’omicidio dei due settantenni Don e Gail Patterson, suoi ex suoceri, e della sorella di lui, Heather Wilkinson, 66 anni, oltre che del tentato omicidio del marito di quest’ultima, Ian Wilkinson.
Il dramma risale al 29 luglio 2023, quando le vittime si erano riunite nella casa di Patterson a Leongatha, nella campagna del Victoria, per un pranzo a base di manzo alla Wellington. Secondo l’accusa, la pietanza era stata preparata con funghi death cap, tra i più velenosi al mondo. Mentre Ian Wilkinson, sopravvissuto dopo una lunga degenza ospedaliera, è riuscito a salvarsi a salvarsi, gli altri tre commensali sono morti nei giorni successivi.
Il processo, durato undici settimane e seguito da un’enorme attenzione mediatica, ha visto Patterson proclamare costantemente la propria innocenza, parlando di un tragico incidente. La procura non è riuscita a dimostrare un movente preciso, ma la giuria ha ritenuto comunque provata l’intenzionalità del gesto. La sentenza, trasmessa in diretta televisiva – un evento senza precedenti per la Corte Suprema del Victoria – ha acceso il dibattito pubblico e ispirato documentari e programmi di approfondimento.
Ora spetta a Edney guidare il tentativo di ribaltare le condanne. L’avvocato ha già ottenuto in passato riduzioni significative di pena per imputati accusati di omicidio. Al suo fianco ci sarà anche Julian McMahon, noto difensore dei diritti umani, salito alla ribalta per aver assistito Andrew Chan e Myuran Sukumaran del gruppo “Bali Nine”, la cui esecuzione in Indonesia lo ha reso un simbolo internazionale della battaglia contro la pena di morte.
Se la richiesta d’appello verrà accolta, Patterson potrebbe ottenere una riduzione della pena o del periodo minimo da scontare, che attualmente la vincola al carcere fino agli ottant’anni. Per ora resta in custodia, dove ha già trascorso i 18 mesi precedenti al processo, spesso in isolamento per motivi di sicurezza legati alla sua notorietà.