PAVIA - Nuova svolta nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi: per la Procura di Pavia Andrea Sempio è l’unico responsabile del delitto e avrebbe agito “per motivi abietti”, legati all’odio maturato dopo il rifiuto di un approccio sessuale.
È quanto emerge dall’invito a comparire notificato al trentottenne in vista dell’interrogatorio fissato per il 6 maggio. I magistrati hanno modificato l’accusa: da omicidio in concorso si passa ora a omicidio volontario, con l’aggiunta dell’aggravante della crudeltà per “l’efferatezza dell’azione” e il numero delle ferite, almeno dodici tra cranio e volto.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco ci sarebbe stata una colluttazione, durante la quale Chiara Poggi avrebbe tentato di difendersi e Sempio l’avrebbe colpita ripetutamente con un oggetto contundente fino a farla cadere e perdere i sensi.
La giovane avrebbe cercato di rialzarsi, ma sarebbe stata colpita ancora più volte. A quel punto, sempre secondo l’accusa, l’uomo avrebbe trascinato il corpo verso le scale della cantina, facendolo scivolare e continuando a colpirla anche quando era ormai incosciente, provocandone la morte.
La difesa respinge la ricostruzione. L’avvocata Angela Taccia parla di un’imputazione “provvisoria” e contesta in particolare il movente sessuale: Sempio, riferisce, “non si capacita” di questa ipotesi, sostenendo di non avere rapporti con la vittima e di non frequentarla.
I legali sottolineano anche la contraddizione sull’aggravante della crudeltà, che non era stata riconosciuta nel processo ad Alberto Stasi, e annunciano che ogni decisione sarà presa dopo aver visionato gli atti.
Resta infatti ancora aperta la fase delle indagini preliminari e la difesa non ha deciso se Sempio si presenterà all’interrogatorio o sceglierà di avvalersi della facoltà di non rispondere.
Intanto la nuova impostazione dell’accusa potrebbe avere effetti anche sulla posizione di Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara Poggi condannato in via definitiva a 16 anni e oggi in semilibertà. La sua legale, Giada Bocellari, ha annunciato che, una volta disponibili gli atti, verrà presentata una richiesta di revisione del processo.