MILANO - Una giornata intensa, con il primo interrogatorio del filone d’inchiesta relativo al caos arbitrale che ha investito l’Aia nei giorni scorsi. Doveva essere il giorno di Gianluca Rocchi, designatore autosospesosi dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia, è stato invece Andrea Gervasoni a presentarsi davanti al pm di Milano, Maurizio Ascione, titolare dell’inchiesta.
Il supervisore Var della Serie A e B, rispetto a Rocchi - accusato di frode sportiva - è accusato a sua volta di concorso di frode sportiva ed è stato chiamato in causa per i fatti relativi a Salernitana-Modena, in cui lo stesso Gervasoni avrebbe incalzato e sollecitato l’addetto Var, Luigi Nasca, affinché questi richiamasse Giuia (arbitro in campo) all’on field review per rivedere la propria decisione.
L’ex arbitro è arrivato nella Caserma della Guardia di Finanza di Milano alle 10.27, circa trenta minuti più tardi si è presentato il pm Ascione, per iniziare un interrogatorio durato ben quattro ore. All’uscita è stato Michele Ducci, legale di Gervasoni, a prendere subito la parola.
“Abbiamo risposto dell’episodio di Salernitana-Modena, in cui l’arbitro Gervasoni ha spiegato come lui non abbia interferito in alcun modo, lui era a fare il Var in Serie A, dunque in una palazzina, il Var in Serie B era in un’altra, dunque è difficile aver insistito, non lo ha fatto. Era presente, ma non in quella sala. Quattro ore sono tante per una sola partita? Fai vedere il video, fai rivedere il video, senti quello che aveva da dire lui, senti il filmato, eccoci qua. E meno male che era una partita sola”, ha ribadito il legale rispondendo a chi gli chiedeva conto sulla lunghezza dell’interrogatorio.
Ma l’altro tema discusso è stato quello relativo ad Inter-Roma, dove non fu assegnato un calcio di rigore ai nerazzurri e in cui si presume ci sia stato un taglio di 50 secondi sull’audio proveniente dalla sala VAR, manomissione smentita dallo stesso Gervasoni: “Lo escludo al 100%”.
Ducci ha poi ribadito sulla vicenda: “Su Inter-Roma abbiamo chiarito come non sia stato fatto nessun un intervento anche in quella occasione e le immagini lo chiariscono in maniera anche abbastanza efficace. Una decisione che anche in questo caso viene presa in 10-15 secondi; dunque, non c’è tempo materiale perché qualcuno insista per far prendere una decisione diversa piuttosto che un’altra”.
L’avvocato Ducci ha poi spiegato che non è stato affrontato il tema relativo alla presenza di Gianluca Rocchi il 2 aprile 2025 a San Siro, durante Milan-Inter di Coppa Italia, in cui il designatore avrebbe scelto i direttori di gara in base al gradimento dei club. Inoltre è stata esclusa la presenza dello stesso Gervasoni visto che, stando all’accusa, Rocchi in quel momento stava parlando con un altro arbitro. L’ex direttore di gara, uscito scuro in volto, ha brevemente commentato la sua posizione: “Ho spiegato tutto quello che riguarda la mia posizione. C’è un’indagine in corso, rispetto il lavoro dei magistrati”.
Difficile dunque prevedere le conseguenze e la portata di ciò che potrà accadere, lo stesso Ducci ha voluto rispondere che “da qui ad arrivare a una frode sportiva a me sembra lunga”. Ma la sensazione è che sia soltanto l’antipasto di una lunga e bollente estate.