WASHINGTON - Donald Trump si prepara a ridurre drasticamente il numero dei soldati statunitensi di stanza in Germania.
Il provvedimento, ventilato dallo stesso Trump tramite un post sulla piattaforma Truth Social, arriva a pochi giorni dalle pesanti dichiarazioni del cancelliere tedesco Friedrich Merz riguardo al conflitto tra Stati Uniti e Iran. Secondo Merz, gli Stati Uniti sarebbero stati “umiliati” da Teheran in un conflitto dove Washington avrebbe sottovalutato le reali capacità del nemico.
Le parole del cancelliere tedesco hanno colpito un nervo scoperto dell’amministrazione Trump, che rivendica invece una sostanziale vittoria sul campo dall’inizio delle operazioni lo scorso 28 maggio.
Merz ha descritto gli Stati Uniti come in difficoltà nei negoziati, sottolineando l’abilità iraniana nel gestire lo stallo diplomatico a Islamabad: “Gli statunitensi non hanno una strategia. In questi conflitti non basta entrare, bisogna saper uscire, come abbiamo visto in Afghanistan e in Iraq. Al momento non vedo quale via d’uscita strategica stiano scegliendo”.
Il capo del governo di Berlino ha poi rincarato la dose, evidenziando come l’Europa stia soffrendo le conseguenze economiche della chiusura dello Stretto di Hormuz. Nonostante le frizioni, Merz ha dichiarato di ritenere il rapporto con Trump “ottimo come sempre”, incassando però la sferzante replica del tycoon: “Il Cancelliere non sa di cosa parla! Non c’è da stupirsi che la Germania stia andando male economicamente”.
Il risentimento di Trump per la Nato affonda le radici nella mancanza di supporto da parte degli alleati europei durante le operazioni in Medio Oriente. Il presidente ha accusato più volte gli Alleati europei di non aver contribuito attivamente al ripristino della libera navigazione nello Stretto: “Quando abbiamo bisogno della Nato, la Nato non c’è”, è la sintesi della posizione di Washington.
La minaccia di ritirare le truppe rappresenta un problema di sicurezza e logistica senza precedenti. La Germania rappresenta il perno della presenza statunitense nel continente, ospitando circa 35.000 soldati Usa, una cifra superiore ai 12.000 presenti in Italia e ai 10.000 nel Regno Unito. Sul suolo tedesco hanno sede, inoltre, i centri nevralgici per l’assistenza medica, l’armamento e la manutenzione dei velivoli, oltre al quartier generale delle forze statunitensi in Europa.
Un disimpegno forzato non solo indebolirebbe la difesa collettiva europea, ma segnerebbe una frattura storica nei rapporti transatlantici proprio nel momento di massima tensione con l’Iran.