MOSCA - Il presidente russo Vladimir Putin e l’omologo statunitense Donald Trump hanno tenuto una lunga conversazione telefonica di oltre 90 minuti, definita dal Cremlino “amichevole, franca e pragmatica”. Al centro del colloquio, la proposta di un cessate il fuoco in Ucraina in coincidenza con il 9 maggio, la Giornata della Vittoria.  

Putin si è detto pronto a dichiarare la tregua, un’idea che Trump ha rivendicato come suggerimento personale avanzato durante la chiamata: “Gli ho proposto un breve cessate il fuoco per fermare i troppi morti e credo che lo farà”, ha dichiarato il tycoon alla Casa Bianca. 

Durante la telefonata, la prima dal 9 marzo scorso, Putin ha ribadito che gli obiettivi dell’operazione militare speciale saranno raggiunti, pur preferendo la via negoziale.

Il consigliere Yuri Ushakov ha riferito che il leader russo ha descritto una situazione in cui le proprie truppe starebbero mettendo sotto pressione le forze ucraine, accusando al contempo Kiev di utilizzare “metodi terroristici” contro obiettivi civili. Putin ha inoltre rivelato un dato sul costo umano del conflitto, parlando della consegna di oltre 20.000 salme di caduti russi a fronte di circa 500 ricevute dall’Ucraina. 

Trump si è mostrato ottimista sulla fine delle ostilità, affermando che Putin sarebbe stato pronto a un accordo già da tempo se non fosse stato ostacolato. “Prima che mi aiuti tu, voglio far finire la tua guerra”, avrebbe detto Trump a Putin.  

La telefonata ha toccato anche la crisi in Medio Oriente: Putin ha condannato con fermezza il recente attentato subito da Trump e ha espresso apprezzamento per la sua decisione di estendere il cessate il fuoco con l’Iran. Lo zar ha però ammonito Washington sui rischi di un’operazione di terra contro Teheran, definita “inaccettabile e pericolosa”, paventando conseguenze nefaste in caso di nuovo uso della forza nella regione. 

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha risposto alla notizia dando istruzioni ai suoi rappresentanti di contattare il team di Trump per chiarire i dettagli della proposta russa. “L’Ucraina persegue la pace e sta facendo il lavoro diplomatico necessario per porre davvero fine a questa guerra”, ha scritto Zelensky sui social. 

Mentre la diplomazia si muove, il Pentagono ha sbloccato un pacchetto di aiuti militari da 400 milioni di dollari per Kiev. Il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha confermato lo sblocco dei fondi (già approvati dal Congresso ma rimasti fermi per mesi per ostacoli burocratici) a seguito di forti critiche bipartisan. 

Nonostante i segnali di distensione politica, i combattimenti continuano intensi. Nella notte, alcuni raid russi hanno colpito la città costiera di Odessa ferendo almeno 18 persone, tra cui un diciassettenne, e danneggiando abitazioni, un asilo, un hotel e un centro commerciale.  

Contemporaneamente, l’esercito ucraino ha condotto una controffensiva con i droni nell’oblast di Voronež, a 150 km dal fronte, colpendo due elicotteri russi (un Mi-28 e un Mi-17) durante una sosta tecnica e causando la morte di almeno un addetto alla manutenzione.