ROMA - La corsa verso la presidenza della Figc fa registrare una svolta importante, forse cruciale. Aic e Aiac, le componenti della Federcalcio che rappresentano rispettivamente calciatori e allenatori, hanno infatti annunciato il loro appoggio compatto alla candidatura di Giovanni Malagò, al momento contrapposto a Giancarlo Abete, numero uno della Lnd e già alla guida della Federazione dal 2007 al 2014.

Una scelta maturata dopo che, a seguito dell’incontro tra le parti, “sono emerse importanti convergenze sui principali punti programmatici quali il Club Italia, la sostenibilità e le riforme, il progetto tecnico-sportivo e il calcio femminile”. Malagò, tramite una nota, ha affermato di accogliere “con grande soddisfazione” questa presa di posizione.

E se è vero che il termine per presentarsi all’assemblea elettiva del 22 giugno scade il prossimo 13 maggio - e al momento nessuno dei due ha ufficializzato la propria discesa in campo - la presa di posizione di Assocalciatori e Assoallenatori dà all’ex presidente del Coni un grosso vantaggio a meno di due mesi dal grande giorno. Malagò, infatti, è stato inizialmente espresso come candidato dalla Lega Serie A, che conta il 18% dei delegati all’assemblea, anche se, a essere precisi, va registrato il voto contrario del presidente della Lazio, Claudio Lotito.

Alla Lega di A si sono aggiunti, oggi pomeriggio, il 20% dei calciatori e un ulteriore 10% degli allenatori. Totale: 48%, se le tre componenti votassero compatte.

Dall’altra parte, Abete al momento può contare, nella migliore delle ipotesi, sul 34% della “sua” Lega Nazionale Dilettanti, il cui voto unitario non è però scontato. In forse rimangono la Serie B (6%), che incontrerà i due candidati mercoledì 6 maggio, e la Lega Pro (12%), che li ascolterà in videoconferenza venerdì 8.

Lo scenario potrebbe dunque delinearsi ulteriormente nel giro di otto giorni, visto che per essere eletti serve avere il 50%+1 dei voti. Malagò ritiene quindi di “sciogliere le riserve entro fine della prossima settimana” per “rispetto degli incontri fissati” con le altre due componenti. E Abete? Dopo l’incontro con Aic e Aiac di una settimana fa, a chi gli chiedeva cosa sarebbe successo in caso di mancato appoggio, rispondeva che sarebbe andato “avanti tranquillamente”.

Da quel giorno, le sue intenzioni non sembrano cambiate. La partita è ancora aperta, ma ora le cose sono ben diverse.