SYDNEY – La figlia di una delle vittime dell’attentato terroristico di Bondi ha raccontato di essere stata insultata in pubblico per la sua identità ebraica mentre si trovava in un centro commerciale con il suo bambino.

Sheina Gutnick è intervenuta come prima testimone nelle audizioni pubbliche della Royal Commission on Anti-Semitism and Social Cohesion, avviate questa settimana. Suo padre, Reuven Morrison, 62 anni, rimase ucciso durante l’attentato del 14 dicembre, nel quale morirono 15 persone, dopo aver tentato di reagire lanciando un mattone contro uno degli aggressori.

Nel corso della testimonianza, Gutnick ha riferito un episodio avvenuto nel dicembre 2024 al Westfield di Bondi Junction. “Un uomo ha indicato la mia collana con la Stella di David e mi ha chiamata ‘terrorista’”, ha raccontato. “Mi sono sentita scioccata, esposta e insicura. C’erano molte persone intorno, ma nessuno è intervenuto”.

Secondo la donna, esperienze di questo tipo hanno inciso profondamente sulla sua vita quotidiana, aumentando il senso di allerta e limitando la libertà di movimento in alcuni spazi pubblici.

Gutnick ha ricordato il percorso del padre, arrivato in Australia dall’Ucraina da adolescente e grato al Paese che lo aveva accolto. “Era orgoglioso di essere australiano e riconoscente nei confronti della nazione che aveva dato rifugio agli ebrei quando altri li respingevano”, ha detto.

Tuttavia, dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e la successiva escalation in Medio Oriente, la situazione sarebbe cambiata. “Commenti antisemiti sono diventati più frequenti e visibili”, ha affermato.

La presidente della Commissione, l’ex giudice dell’Alta Corte Virginia Bell, ha sottolineato che l’obiettivo è ricostruire un quadro completo del fenomeno. “Abbiamo assistito a un aumento rapido del numero di episodi di ostilità, in linea con quanto accade in altri Paesi occidentali”, ha spiegato, collegando il fenomeno agli sviluppi internazionali.

Bell ha inoltre evidenziato come molti testimoni temano ripercussioni, tanto da richiedere in alcuni casi l’anonimato.

Nei giorni scorsi la Commissione ha pubblicato un rapporto intermedio con 14 raccomandazioni, tra cui il rafforzamento della sicurezza per eventi ebraici e una revisione delle norme sulle armi a livello nazionale. Il governo ha già annunciato l’intenzione di adottarle.

Le audizioni proseguiranno fino a metà maggio, con ulteriori sessioni dedicate alle dinamiche dell’attacco e all’impatto dell’antisemitismo in diversi ambiti della società.