CANBERRA - Secondo gli ultimi dati dell’Australian Taxation Office (ATO) analizzati dal Super Members Council, tra il 2018 e il 2023 i dipendenti hanno ricevuto 24,4 miliardi di dollari in meno rispetto a quanto spettava loro.
Il New South Wales registra l’ammontare più alto di mancati versamenti nel quinquennio, con 8,1 miliardi di dollari, seguito da Victoria con 6,1 miliardi e Queensland con 4,7 miliardi.
L’effetto non si esaurisce nell’anno in cui il contributo non viene pagato. Secondo il Super Members Council, 1.730 dollari di superannuation mancati in dodici mesi possono tradursi in circa 30mila dollari in meno al momento della pensione, per via dei rendimenti composti non maturati.
“Il super non pagato colpisce più duramente dove fa più male: donne, giovani lavoratori e persone con redditi bassi”, ha detto la direttrice amministrativa del Council, Misha Schubert. Le donne, secondo l’Association of Superannuation Funds of Australia, arrivano già alla pensione con risparmi inferiori del 25 per cento rispetto agli uomini.
Anche giovani e lavoratori a basso reddito risultano particolarmente esposti: tra chi guadagna meno di 25mila dollari, una persona su due perde contributi dovuti. Nel Northern Territory l’importo medio annuo non versato è il più alto del Paese, con 2.140 dollari, davanti ad Australian Capital Territory e Western Australia.
Dal primo luglio entreranno in vigore le norme sul payday super, che obbligheranno i datori di lavoro a versare i contributi entro sette giorni dal pagamento degli stipendi. I fondi pensione avranno poi tre giorni lavorativi per allocare o restituire le somme.
Per Schubert, la riforma renderà i mancati pagamenti “visibili, più facili da correggere e molto più difficili da nascondere”.
L’ATO ha però annunciato un approccio pragmatico nel primo anno. La vice commissaria Emma Rosenzweig ha spiegato che le imprese che commetteranno errori in buona fede e li correggeranno rapidamente non saranno il bersaglio principale dei controlli.
Resta il nodo della liquidità. Il nuovo sistema potrebbe mettere sotto pressione aziende già fragili, soprattutto nei settori con alti costi del personale e margini ridotti.