INTER-PARMA 2-0

INTER (3-5-2): Sommer 6.5; Bisseck 6, Akanji 6.5, Bastoni 6 (22’st Carlos Augusto 6); Dumfries 6.5, Barella 7 (44’st Frattesi sv), Zielinski 7 (22’st Mkhitaryan 7), Sucic 6, Dimarco 6.5; Thuram 7 (21’st Lautaro 6.5), Esposito 6 (1’st Bonny 6). All. Chivu 6.5

PARMA (3-5-2): Suzuki 6; Circati 5.5, Troilo 5, Ndiaye 5; Delprato 5.5, Bernabé 6 (30’st Sorensen 6), Nicolussi Caviglia 5.5, Keita 5.5 (22’st Ordonez 6), Valeri 6 (40’st Carboni sv); Strefezza 6.5 (30’st Almqvist 6), Pellegrino 5 (22’st Elphege 6). All. Cuesta 6

ARBITRO: Bonacina di Bergamo 6.5

RETI: 46’ pt Thuram, 35’ st Mkhitaryan

NOTE: ammonito Zielinski; angoli 8-2; recupero 1’+1 e 3’

MILANO - L’Inter batte 2-0 il Parma ed è campione d’Italia per la 21ª volta nella sua storia. Dopo 39 anni, i nerazzurri tornano a festeggiare il tricolore in casa. I gol che permettono ai ragazzi di Chivu di tagliare il traguardo portano la firme di Thuram e Mkhitaryan.

A San Siro, un buon Parma non può nulla contro l’entusiasmo e la fame dell’Inter di capitalizzare il match point. Ci mettono un tempo i padroni di casa a scardinare l’organizzato blocco basso del Parma. Ancora una volta, i nerazzurri sbloccano il risultato sul tramonto della prima frazione, grazie alla rete di Thuram, rifiorito con l’arrivo della primavera dopo le difficoltà dell’inverno. Al 46’, infatti, il francese riceve la super imbucata dal limite di Zielinski e sigla l’1-0 davanti a Suzuki. Prima del gol, la miglior occasione per i ragazzi di Chivu era capitata al 25’ sui piedi di Barella, il cui mancino da dentro l’area si è stampato sulla traversa: reattivo poi Suzuki nell’anticipare l’arrivo di Thuram, pronto per il più facile dei tap-in. Il Parma comunque dimostra di non essere venuto a Milano per fare la vittima sacrificale e riesce a costruire qualche trama offensiva interessante: la migliore sicuramente al 20’, quando Pellegrino a centro area non trova la porta col mancino al volo.

Nell’intervallo esce Esposito, fisicamente acciaccato, ed entra Bonny mentre al 66’ si rivede in campo anche Lautaro. Nella ripresa l’Inter cerca il raddoppio, divertendosi e contenendo senza problemi le ripartenze degli ospiti. Al 70’ Nicolussi Caviglia è provvidenziale nell’anticipare Mkhitaryan a pochi passi dalla porta, 2’ più tardi Dumfries spara alto l’invito dalla sinistra di Dimarco. La rete del 2-0, però, è solo questione di minuti e arriva all’80’: Lautaro scatta sul filo del fuorigioco e mette la palla al centro per Mkhitaryan che deve solo appoggiare in rete. Nel finale il gol della bandiera di Elphege viene annullato per fuorigioco dell’assistman Almqvist. Suzuki salva sulla linea, invece, il possibile tris di Frattesi. Al triplice fischio di Bonacina scatta la festa nerazzurra con tre giornate d’anticipo. Decimo tricolore per Marotta, il primo da presidente dell’Inter.

“È un sogno che si è realizzato. Non avrei mai immaginato di vincere uno scudetto da presidente, poi da presidente dell’Inter che è qualcosa di grandioso. I ringraziamenti vanno ai presidenti che mi hanno preceduto, molto più degni di me. Pellegrini, Moratti, Facchetti, Fraizzoli, lo stesso Steven Zhang. Ma questo è lo scudetto di Chivu e della squadra, ringrazio la proprietà che ci ha fatto lavorare con grande tranquillità”. Così il presidente dell’Inter, Beppe Marotta. “Come ha raccontato Inzaghi, la rescissione è arrivata lunedì e martedì avevamo già scelto Chivu. L’abbiamo scelto con coraggio. Chivu ha vinto il Triplete, è stato capitano dell’Ajax a 21 anni, ha vinto lo scudetto Primavera all’Inter. Mancava solo l’esperienza e noi lo abbiamo supportato ma era l’unica lacuna perché Chivu ha grandissime qualità e deve stare all’Inter per tanti anni”. Poi sul futuro: “Parliamo spesso, ma non è il momento. Abbiamo le idee chiare su come agire, grazie al confronto con la nostra proprietà. Sono fiducioso. E’ un gruppo consolidato, con uno zoccolo duro di italiani. Proprio sugli italiani ci sono giocatori che possono fare al nostro caso. Palestra? È un giocatore di grandissimo avvenire”, ha concluso Marotta.

“C’è tanta felicità per questo traguardo, arrivato dopo le passate sofferenze e il tanto lavoro svolto. A inizio stagione non ci davano tra i favoriti, ma noi ci siamo impegnati al massimo dentro e fuori dal campo. Non era facile ripartire dopo la passata stagione, in cui abbiamo perso tutto”. Queste le parole di Lautaro Martinez, capitano dell’Inter. “Da tanti anni stiamo facendo un percorso importante anche in Europa. Dopo una vittoria la cosa più importante è continuare a vincere: questa è la mentalità mia, della squadra e di questo club. Siamo riusciti a fare lo sprint finale in un campionato così equilibrato. La nostra forza è stata il gruppo”. Le frizioni con Calhanoglu e le tensioni post eliminazione dal Mondiale per Club, quasi un anno fa, ormai sembrano un lontano ricordo: “Quello che dissi al Mondiale per club erano cose che sentivo. Non è stato un discorso pensato. Avevo visto cose che non mi erano piaciute. Io sono fatto così e dico sempre quello che penso”. Infine, su Chivu: “È stato bravissimo a portare nuove energie ed entusiasmo. Con Inzaghi abbiamo fatto quattro anni impressionati, ma forse ci serviva un cambio d’aria dopo la finale di Champions persa. Chivu ci ha dato nuove energie e ha portato gratificazione e sorriso durante gli allenamenti”.