MOSCA - Il fragile silenzio durato tre giorni si è interrotto bruscamente. Allo scadere del cessate il fuoco, le forze russe hanno ripreso l’offensiva su larga scala contro l’Ucraina, scatenando una pioggia di droni e colpi di artiglieria che ha già causato vittime tra i civili.
Il bilancio più grave arriva dall’oblast di Dnipropetrovsk. Secondo quanto riferito da Oleksandr Ganzha, responsabile dell’amministrazione militare regionale, il nemico ha colpito cinque distretti della regione oltre 20 volte. “Una persona è stata uccisa e altre quattro sono rimaste ferite nel distretto di Synelnykove”, ha scritto Ganzha su Telegram, precisando che gli attacchi sono stati condotti con droni, artiglieria e bombe aeree.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato con forza la ripresa delle ostilità su X: “È stata la Russia stessa a decidere di porre fine al silenzio parziale. Durante la notte, più di 200 droni d’attacco sono stati lanciati contro l’Ucraina”.
Mosca ha confermato ufficialmente il ritorno alle operazioni militari. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che “il cessate il fuoco umanitario è terminato e l’operazione militare speciale continua”.
Tuttavia, le dichiarazioni russe presentano una sottile ambiguità. Se da un lato l’offensiva riprende, dall’altro Peskov ha fatto eco alle recenti parole di Vladimir Putin, secondo cui il conflitto si starebbe “avviando alla conclusione”. Pur affermando che le basi gettate per il processo di pace permettano di dire che “la fine è vicina”, il portavoce ha frenato sugli entusiasmi: “In questo contesto, non è ancora possibile parlare di dettagli specifici”.
Nonostante i segnali diplomatici, le analisi sul campo suggeriscono scenari opposti. Secondo Rbc-Ucraina, il Cremlino starebbe valutando una nuova escalation per sbloccare il negoziato. Le opzioni al vaglio includerebbero l’intensificazione degli attacchi alle infrastrutture strategiche, una possibile nuova mobilitazione di massa in Russia e un maggiore coinvolgimento delle attività militari in Bielorussia.
Parallelamente, anche l’esercito ucraino ha risposto al fuoco. Il Ministero della Difesa russo ha riferito di aver abbattuto 27 droni ucraini ad ala fissa tra la mezzanotte e le sette del mattino, intercettati sopra le regioni di Belgorod, Voronez e Rostov.