ROMA - La Procura di Roma amplia l’inchiesta sull’abbordaggio della Global Sumud Flotilla da parte delle autorità israeliane e valuta nuovi possibili reati oltre al sequestro di persona, tra cui tortura e violenza sessuale.
I magistrati di piazzale Clodio hanno già acquisito il video diffuso sui social dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, nel quale gli attivisti fermati appaiono inginocchiati con le mani legate dietro la schiena mentre vengono derisi dallo stesso ministro, che sarà analizzato dagli investigatori per verificare la presenza di cittadini italiani tra le persone riprese e per valutare il contenuto delle dichiarazioni pronunciate da Ben-Gvir.
Parallelamente sono iniziate le audizioni degli attivisti rientrati in Italia. Secondo quanto si apprende, su delega dei pm romani è già stato ascoltato il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto, che si trovava a bordo di una delle imbarcazioni intercettate.
Alla Procura è stata inoltre trasmessa un’integrazione all’esposto depositato dal team legale italiano della Flotilla, che sta raccogliendo nuove testimonianze sulle condizioni di detenzione e sui presunti maltrattamenti subiti dagli attivisti.
Le avvocate che seguono il caso stanno valutando una denuncia specifica per tortura sulla base delle dichiarazioni raccolte nelle ultime ore.
Tra gli elementi all’esame dei magistrati ci sono anche i racconti degli attivisti fiorentini Dario Salvetti e Antonella Bundu, rientrati in Italia dopo il fermo in Israele.
Secondo i due attivisti, i partecipanti alla missione sarebbero stati trattenuti in container circondati dal filo spinato, privati dei documenti e sottoposti a continui maltrattamenti.
“Hanno usato taser su persone bagnate, al collo o sui genitali, sappiamo di molestie sessuali”, hanno raccontato nel corso di una conferenza stampa.
Salvetti e Bundu sostengono inoltre che gli attivisti venissero costantemente trasferiti ammanettati e costretti a tenere il capo abbassato.
Nell’inchiesta potrebbero confluire anche ulteriori testimonianze relative all’uso di armi durante gli abbordaggi e alle condizioni di detenzione nei centri israeliani.
Intanto, secondo quanto riferito da fonti della Global Sumud Flotilla, circa cinquanta attivisti sarebbero stati ricoverati a Istanbul per le lesioni riportate durante il periodo di detenzione. Tra loro ci sarebbe anche un italiano, sulle cui condizioni sono in corso verifiche.