PARIGI - La capitale francese si prepara a un’altra notte di restrizioni mentre la tensione sociale continua a salire.
Per la terza notte consecutiva, la Prefettura di Polizia di Parigi ha disposto un nuovo coprifuoco tra la notte di mercoledì e giovedì in diversi settori della città, inclusa Place de la République, a seguito delle violenze e dei saccheggi registrati nel fine settimana a margine della mobilitazione sul costo della vita e per il miglioramento di istruzione e sanità.
Attraverso un’apposita ordinanza, la prefettura ha inoltre vietato qualsiasi “raduno non dichiarato” durante la serata e la notte, in particolare nelle aree sensibili attorno all’Eliseo, all’Assemblea Nazionale, al Senato, in Avenue des Champs-Élysées e presso le stazioni ferroviarie.
Sul fronte sindacale, la risposta alle politiche del governo si fa sempre più dura. Al termine di un incontro di oltre due ore a Matignon con il primo ministro Sébastien Lecornu e diversi ministri dell’esecutivo, la segretaria generale della Cgt (Confédération Générale du Travail), Sophie Binet, ha denunciato la mancanza di risposte concrete e “il totale disinteresse per le nostre richieste”, definito anche come un vero e proprio “totale disprezzo” di fronte alle rivendicazioni sostenute da anni dai lavoratori.
“Il primo ministro e il Governo non ci hanno annunciato nessuna misura né hanno tenuto conto delle nostre rivendicazioni”, ha sottolineato la leader del secondo sindacato di Francia per numero di iscritti. Binet ha spiegato che nel corso del confronto i ministri hanno fornito soltanto “linee guida, niente di concreto”, evidenziando come l’unico impegno specifico sia stato assunto dal ministro del Lavoro, Jean-Pierre Farandou, che ha prospettato un prossimo incontro per discutere del potere d’acquisto.
Sulla stessa linea la segretaria generale della Cfdt (Confédération Française Démocratique du Travail), Marylise Léon, la quale ha rimarcato che fino alla data della mobilitazione è “imprescindibile” che giungano risposte sociali alle istanze del mondo del lavoro.
A fronte dello stallo negoziale, Binet ha rilanciato a nome dell’intersindacale la chiamata a una grande giornata di sciopero generale prevista per il prossimo 5 novembre: “È giunto il momento di portare la mobilitazione al livello successivo, lo sciopero deve prendere il sopravvento. La CGT, insieme al gruppo intersindacale, chiede la più ampia mobilitazione possibile per il 5 novembre. Chiediamo assemblee generali ovunque, in tutti i luoghi di lavoro, per generalizzare lo sciopero del 5 novembre e oltre”.
Nell’attesa, le piazze si preparano a nuove manifestazioni per questo fine settimana. “Per il 24 ottobre, la CGT invita a indossare i gilet rossi, affinché i giovani possano rivendicare i propri diritti”, ha dichiarato Binet, confermando che sabato il sindacato sarà nelle strade “per sostenere coloro che desiderano mobilitarsi, per proteggere i giovani e i lavoratori” e per garantire l’ordine durante i cortei.
Sempre per sabato 24 ottobre, un rappresentante della coordinazione dei Gilet Gialli ha annunciato di aver depositato in prefettura la dichiarazione per una manifestazione a Parigi, con un percorso pianificato da Place de la Bastille fino all’Opéra, ad una settimana di distanza dalla giornata di protesta del 17 ottobre segnata da scontri e saccheggi. Parallelamente al dialogo con le parti sociali, il primo ministro Lecornu proseguirà le consultazioni istituzionali ricevendo nella giornata di domani i rappresentanti dei partiti politici.