Il Canada Bay Club ha ospitato venerdì 1° maggio 2026 il “GIA Summit Sydney 2026 – Il futuro dei Giovani Italiani Australiani: Necessità, idee, soluzioni”, la quarta edizione dell’appuntamento del Primo Maggio organizzato da GIA Network. Quasi duecento partecipanti, sette sessioni tematiche, tre generazioni intorno agli stessi tavoli: la serata ha messo insieme istituzioni, associazioni, imprenditori e nuove generazioni in un formato di dialogo strutturato che a Sydney non si vedeva da tempo.
Sulle varie sessioni, nel ruolo di moderatori, hanno lavorato Cristina Casanovi, già in GIA Network, che ha moderato la serata in modo impeccabile, Rodolfo Sciolla, recentemente nominato responsabile dello sviluppo di GIA Network a Perth, e Josephine Paone per il Victoria. Hanno condotto le interviste con domande di due minuti e risposte mirate, in un format pensato per tenere il ritmo e dare centralità alle voci dei giovani.
All’evento hanno partecipato l’ambasciatore d’Italia a Canberra S.E. Nicola Lener, il console generale d’Italia a Sydney Gianluca Rubagotti, il senatore Francesco Giacobbe, l’onorevole. Nicola Carè, la parlamentare statale Stephanie Di Pasqua, il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura Marco Gioacchini, la direttrice dell’ICE di Sydney Simona Bernardini, il responsabile ENIT Australia e Nuova Zelanda Emanuele Attanasio e il presidente del COMITES del New South Wales Luigi Di Martino.
Nel suo intervento, l’Ambasciatore Lener ha indicato il salto di passo che serve nei rapporti tra istituzioni e nuove generazioni: “Credo ci sia un forte bisogno di aggregazione tra le nuove generazioni, della emigrazione storica italiana ma anche della cosiddetta nuova mobilità. Dobbiamo investire di più negli interessi delle nuove generazioni, nell’imprenditoria, nella ricerca, nella cultura.”
A margine, l’Ambasciatore ha condiviso anche una lettura più personale della realtà associativa italo-australiana, maturata nei pochi mesi dal suo arrivo a gennaio: in ogni città visitata, ha raccontato, ha trovato “una comunità coesa, desiderosa di fare sempre di più”. Una rete che, ha aggiunto, “trasmette un senso di appartenenza, di vicinanza all’Italia che chi vive in Italia magari non comprende, ma che all’estero si sente veramente tanto”, e che spinge le istituzioni a fare di più.
Il console generale Gianluca Rubagotti ha aggiunto una riflessione, distinguendo due modi diversi in cui il Consolato si trova a interagire con i giovani: una “fase fisiologica”, quella dell’arrivo, dell’inserimento, delle prime domande, e una “fase patologica”, in cui il contatto avviene troppo spesso solo quando qualcosa è già andato storto. Da qui l’invito a costruire un dialogo nei tempi giusti, prima che diventi un’emergenza e il Consolato resta a disposizione della comunità. La serata, come detto, si è articolata su sette tavoli, istituzioni e business, immigrazione, cultura e lingua, hospitality, associazioni, sport e comunità, networking, con diversi professionisti di settore: Maurice Bisaccia (Atlas Migration) ed Emanuela Canini (Migration World) sui i visti; Gabriele Tedesco e Marco Zangari (Co.As.It.), Antonella Beconi (Dante Alighieri) e Marcus Igual (The Italian School of Sydney) sulla cultura e lingua; Fabio Grassia e Roberto Tagliaferri (Camera di Commercio), Felice Montrone (CIM Australia), Mariangela Stagnitti (IBWNA) sul business; Gianni Carelli, Giuseppe Trombetta e John La Mela per il mondo associativo; Frank Parisi (APIA Leichhardt FC), Matthew Biviano (Club Marconi), Frank Failla (Canada Bay Club), Alessandro Maremonti (Inter Club Sydney) e Daniel Karamaneas (Milan Club Sydney) per sport e fan club.
Sul fronte del metodo è arrivata anche una riflessione costruttiva da Antonella Beconi, vice presidente della Società Dante Alighieri, che ha riconosciuto il valore dell’iniziativa: “Un evento di questo genere è bello e ringrazio GIA di averlo organizzato, c’è bisogno di eventi che uniscono tutte le varie realtà italiane invece di farle lavorare separate”.
La sessione hospitality ha avuto come protagonisti Stefano Catino e Vincenzo Lombardo, co-fondatori di Maybe Group e del Maybe Sammy di Sydney, bar nominato numero uno al mondo nel 2023 dalla Top 500 Bars. Lombardo era in sala; Catino è intervenuto con un videomessaggio.
Al centro del confronto, il nodo dei visti per il personale di sala e bar: oggi l’unica figura realmente sponsorizzabile resta la cucina, mentre i locali che competono a livello internazionale vivono anche delle competenze di chi sta dietro al bancone.
Dall’Argentina è arrivato anche un altro videomessaggio di Isabella Restifa Borghese, presidente di GIA dal 2008 al 2016. Quest’anno, tra l’altro, c’era una novità tecnica importante: la traduzione simultanea in inglese, voluta per coinvolgere le seconde e le terze generazioni di italo-australiani.
A fare una sintesi di un importante evento come quello di quest’anno, il presidente, Domenico Stefanelli: “Il GIA Summit Sydney 2026 ha aperto una stagione nuova: istituzioni, associazioni, imprenditori e giovani tutti insieme, con una disponibilità al dialogo e alla collaborazione che raramente si era vista così chiara e concreta. Tre temi hanno attraversato la serata: la connessione intergenerazionale non come nostalgia ma come progetto concreto; il futuro dei giovani italiani in Australia, con percorsi professionali e sfide che richiedono risposte strutturate dalle istituzioni; la rete, GIA come punto di connessione tra mondi che esistono già ma non si parlano abbastanza.”
Nei prossimi giorni GIA Network manderà un rapporto sommario dell’evento. di cui ha parlato il coordinatore nazionale Marco Orazio Abbondanza: “Il rapporto del GIA Summit Sydney 2026 rappresenta il punto di partenza e raccoglie le voci di una comunità che ha scelto di incontrarsi, confrontarsi e costruire insieme nuove direzioni per il futuro dei giovani italiani in Australia. Perché quello che è emerso non appartiene solo a chi era in sala, ma all’intera comunità italiana in Australia”.
Il documento, basato sulle registrazioni integrali della serata, sarà distribuito a tutti i partecipanti, alle istituzioni e ai media partner.
Stefanelli ha riconosciuto il ruolo del coordinatore nazionale Marco Orazio Abbondanza e della vice presidente Liana Paolino nell’organizzazione della serata, e tutto il lavoro dell’instancabile comitato di GIA Network, composto dal tesoriere Giuseppe Musmeci Catania, dalla segretaria Samantha Mavuli, dal vice segretario Vincenzo Vurchio, dai membri Alessio Mezzetti, Marino Marasciulo, Tamara Mansueto, Alberto Cutrono, Umberto Balistreri e Joanne Taranto, e dai rappresentanti statali Josephine Paone (Victoria) e Rodolfo Sciolla (Western Australia). Tra i soci onorari, Isabella Restifa Borghese, Presidente dal 2008 al 2016, e un pensiero speciale è stato rivolto al cavaliere Felice Montrone OAM, Patrono dell’associazione, presente in sala confermando il suo supporto.