TOKYO - La prima ministra giapponese Sanae Takaichi ha celebrato oggi il primo anniversario dal suo insediamento alla guida del governo, affrontando un momento complesso segnato da un calo di consensi, dalle dimissioni forzate di un ministro e da un’agenda piena di difficili dossier parlamentari e internazionali.

Secondo un recente sondaggio condotto da Kyodo News, il gradimento dell’esecutivo è sceso al minimo storico del 49,1%, mentre il Partito Liberaldemocratico (LDP) si avvia verso le elezioni amministrative della prossima primavera. 

La priorità assoluta dell’esecutivo è rappresentata dall’approvazione, durante l’attuale sessione straordinaria della Dieta, di una legge destinata a ridurre dall’8% all’1% l’imposta sui consumi di alimenti e bevande per un periodo di due anni, a partire da aprile. La misura mira ad alleviare la pressione dell’inflazione sulle famiglie (esacerbata dalle ripercussioni del conflitto in Medio Oriente), anche se i gruppi di opposizione ne criticano la mancanza di un impatto immediato. 

“Una priorità politica fondamentale è ora rafforzare le contromisure contro l’aumento dei prezzi a livello globale”, ha dichiarato Takaichi ai giornalisti a Tokyo, rivendicando l’efficacia dei sussidi statali sui carburanti che, a suo avviso, hanno mantenuto i prezzi della benzina tra i più bassi nell’ambito dei Paesi del G7. 

Un ulteriore tema spinoso riguarda la proposta di riduzione dei deputati della Camera Bassa, impegno inserito nell’accordo di governo tra il Partito Liberaldemocratico e il Partito dell’Innovazione del Giappone. Pur disponendo di oltre due terzi dei seggi alla Camera dei Rappresentanti (grazie alla netta vittoria elettorale di febbraio), la maggioranza resta in minoranza alla Camera Alta, un fattore che rende indispensabile il dialogo con le opposizioni per assicurare il passaggio delle riforme. 

Il quadro politico è stato ulteriormente complicato dalle dimissioni di Kazuo Yana, ex ministro dell’Agricoltura ed elemento chiave della cerchia di Takaichi per il comparto primario.

Yana, nominato con il rimpasto di settembre e già sanzionato dal partito per lo scandalo dei fondi politici irregolari esploso nel 2023, è stato costretto al passo indietro a causa di dichiarazioni controverse. Aveva infatti prospettato un taglio ai fondi per la viabilità destinati ai comuni del suo collegio la cui amministrazione avesse sostenuto il candidato avversario nelle consultazioni di febbraio. L’opposizione ha prontamente chiesto alla premier di assumersi la responsabilità politica per la sua nomina. 

Divenuta il 21 ottobre 2025 la prima donna a ricoprire la carica di Primo Ministro in Giappone, in seguito alla rottura della storica alleanza tra l’LDP e il Komeito (formazione di ispirazione buddista legata alla Soka Gakkai) e al contestuale patto con il Partito dell’Innovazione, Takaichi ha impresso un’impronta fortemente conservatrice, attirandosi l’accusa degli avversari di adottare uno stile di governo eccessivamente autoritario. 

Nel corso dei suoi primi dodici mesi, il Parlamento ha approvato leggi dal forte impatto simbolico e istituzionale. Tra queste spicca la controversa revisione della legge sulla Casa Imperiale, che ha sostanzialmente accantonato il dibattito sulla possibilità di un’imperatrice regnante. In tema di sicurezza e ordine pubblico, è stata introdotta la legge che punisce il vilipendio della bandiera nazionale (criticata per le potenziali limitazioni alla libertà di espressione), unitamente all’istituzione del Consiglio Nazionale di Intelligence.

È infine arrivato il via libera alla creazione di un sistema di “seconda capitale” da attivare in caso di emergenza, pensato per valorizzare l’area di Osaka in sintonia con il Partito dell’Innovazione. 

In ambito internazionale, Takaichi ha consolidato l’asse con Washington attraverso molteplici incontri con il presidente statunitense Donald Trump, confermando l’alleanza strategica tra i due Paesi. Restano tuttavia aperte le criticità relative alla gestione delle sanzioni Usa rivolte contro la Corte Penale Internazionale, presieduta dalla magistrata giapponese Tomoko Akane.  

Particolarmente tesi permangono infine i rapporti con Pechino, deterioratisi dopo le affermazioni della premier nel novembre 2025 su un ipotetico intervento delle Forze di Autodifesa giapponesi al fianco degli Stati Uniti nell’eventualità di un attacco cinese a Taiwan, parole che continuano a pesare sulle relazioni bilaterali.