BOLOGNA - Dopo il 3-1 alla Turchia e la certezza aritmetica di chiudere almeno al terzo posto nel girone di Lega A della Nations League, Roberto Mancini ha risposto alle critiche ricevute dopo lo 0-2 contro il Belgio. Il ct ha ricordato come il titolo europeo del 2021 e i 37 risultati utili consecutivi siano stati dimenticati troppo rapidamente. Intanto, nella costruzione del futuro, l’Italia sembra essere più avanti del previsto. La nuova Nazionale ha mostrato gioco, risultati e soprattutto un efficace ricambio generazionale. Il 4-3-3, aggiornato rispetto a quello che aveva portato al successo cinque anni fa, sembra funzionare e gli applausi bolognesi, contrapposti ai fischi di Roma, testimoniano il gradimento dei tifosi. I giovani stanno mettendo in difficoltà i veterani: Barella, Di Lorenzo e Gianluca Mancini sono finiti in panchina, mentre anche gli infortunati Dimarco, Cristante e Zaniolo dovranno accettare una forte concorrenza per un posto in azzurro.
Tra i promossi della finestra autunnale spiccano i titolari dell’1-1 contro la Francia. Donnarumma, Bastoni, Calafiori e Tonali rappresentano ormai certezze, mentre hanno superato l’esame anche Frattesi, Fagioli, Scalvini, Pio Esposito e Kean. Il giovane centravanti ha impressionato Mancini, che lo ha paragonato a Vieri e Toni. Kean, pur divorandosi una grande occasione a Saint-Denis, ha rappresentato una costante minaccia per la difesa francese.
A Bursa, Raspadori ha confermato di essere un affidabile 12° uomo. Le sorprese più positive sono state Kayode, terzino destro potente e veloce, e Sebastiano Esposito, capace di agire alle spalle del fratello Pio con fantasia e spirito di sacrificio. Buone indicazioni sono arrivate anche da Cambiaghi, Maldini e Vergara, che dovranno ora essere monitorati nei rispettivi club. Tra le alternative hanno convinto Ruggeri, Doumbia e Romano, quest’ultimo capace di riscattarsi dopo un esordio difficile contro il Belgio. Da rivedere invece Scamacca, che ha perso il confronto con Pio Esposito nonostante il gol segnato a Bologna. Retegui, attualmente in Arabia Saudita, punta a rientrare nei piani di Mancini. Tra i meno convincenti figurano Mandragora, Ricci e Zoma.
La concorrenza, però, aumenterà ulteriormente. A novembre potrebbero tornare Ahanor, Inacio e Ghilardi, mentre Leoni, guarito dal grave infortunio al ginocchio, rappresenta un’altra possibile alternativa. La Figc segue inoltre Palma dell’Udinese, ancora indeciso tra Italia e Germania. La vera riserva di talenti arriva però dall’Under 21 di Baldini, qualificata alla fase finale dell’Europeo di categoria e a caccia del pass per le Olimpiadi del 2028. Ndour, Koleosho e Pisilli guidano un gruppo che comprende anche Bartesaghi, Cisse, Liberali, Comuzzo, Chiarodia, Faticanti, Cherubini, Fini e Lipani. Molti hanno già assaggiato la Nazionale maggiore e sperano di tornarci a novembre.
In attesa delle sfide decisive contro Francia e Belgio, l’Italia può dunque guardare al futuro con fiducia: la nuova generazione sta crescendo e la concorrenza per la maglia azzurra è sempre più forte.