ATENE – Dopo la vittoria del centrodestra alle elezioni europee, il premier Alexis Tsipras ha convocato le elezioni anticipate per i primi di luglio. Syriza, la coalizione di sinistra guidata dal premier, ottiene il 27%. Mentre il centrodestra di Nea Dimokratia vince con il 34%. I Socialisti ottengono il 7,8%. In calo la formazione di estrema destra, Alba Dorata, che si attesta al 6%. 
Nella tornata elettorale del 2014, Syriza aveva ottenuto il 26,57%, Nuova Democrazia il 22,72% e Alba Dorata il 9,39%.
Parlando fuori dal quartier generale del partito ad Atene, Tsipras non ha nascosto il suo disappunto: “Queste elezioni dovevano essere un voto di fiducia sul suo governo, ma i risultati non sono stati all’altezza delle nostre aspettative“. 
Nel 2015 Tsipras aveva stravinto le elezioni politiche, ottenendo il 35% dei voti. Il suo governo si era preso l’incarico di risanare le finanze di un Paese sull’orlo del fallimento—riuscendoci. 
Malgrado questo risultato, l’elettorato greco ha espresso il proprio malcontento per le misure di austerity, per la ripresa economica lenta e per l’accordo con la Macedonia del Nord sul nome dell’ex repubblica balcanica che un tempo si chiamava Macedonia, proprio come l’omonima regione della Grecia. Per queste ragioni, la Grecia ha deciso di riportare al potere Nea Dimokratia, il partito di centrodestra che aveva spinto il Paese alla rovina economica, truccando i bilanci.
In Grecia, come in altri Paesi, il voto europeo riflette una sfida tutta interna. Una sfida che i conservatori hanno vinto, come dimostrano le elezioni amministrative che si sono svolte in concomitanza con il voto europeo. Il nuovo sindaco della capitale è Costas Bakoyannis, il candidato di Nea Dimokratia. 
“È ovvio che il popolo greco ha tolto la fiducia al governo. Il primo ministro deve ora assumersi le sue responsabilità”, ha affermato il leader di Nea Dimokratia, Kyriakos Mitsotakis, sollecitando il voto anticipato. “La Grecia ha sofferto molto – ha aggiunto Mitsotakis – ma ha trovato la forza di cambiare”.