LONDRA - Il voto locale in Inghilterra del maggio 2026 segna un punto di svolta drammatico per la politica britannica. Con oltre 5.000 seggi in palio in 136 consigli comunali, lo spoglio parziale conferma un crollo verticale dei due partiti tradizionali e un’ascesa travolgente di Reform UK. Il dato politico più rilevante è il superamento del bipartitismo: il sistema britannico si è ufficialmente consolidato in un assetto a cinque partiti.
Nigel Farage è l’indubbio vincitore di questa tornata elettorale. Reform UK ha conquistato centinaia di seggi (circa 400 secondo le ultime stime), strappando al Partito Laburista il controllo di interi consigli comunali come Newcastle-under-Lyme e Havering.
Il successo è particolarmente simbolico nelle roccaforti operaie del Nord, la cosiddetta “Red Wall”: a Hartlepool, storicamente laburista, e a Wigan, dove il Labour ha perso tutti i 22 seggi a favore della destra populista. Farage ha parlato di un “cambiamento storico”, rivendicando il ruolo del suo partito come unico interprete del malcontento verso l’establishment di Londra, il carovita e la crisi economica.
Per il primo ministro Keir Starmer si tratta di un vero e proprio referendum fallito sulla sua leadership, a meno di due anni dalla vittoria del 2024. Il Labour ha perso oltre 260 seggi e il controllo di almeno otto consigli. Tra le sconfitte più brucianti spicca quella di Tameside, nella Greater Manchester, dove il partito ha perso 16 seggi su 17.
A pesare sulla popolarità di Starmer sono stati i continui cambi di linea su tasse, welfare e immigrazione, oltre alle polemiche legate alla nomina diplomatica di Peter Mandelson. “Sono risultati molto amari, non c’è modo di indorare la pillola”, ha dichiarato Starmer alla Bbc, assumendosi la piena responsabilità della sconfitta. Nonostante il dolore per la perdita di “brillanti rappresentanti”, il primo ministro ha però escluso le dimissioni: “Sono stato eletto per una missione di cinque anni e non intendo lasciare il Paese nel caos”.
Mentre il sistema si frammenta, gli altri partiti registrano risultati contrastanti: i Liberal Democratici hanno guadagnato circa 40 seggi, conquistando centri come Stockport e Portsmouth, pur perdendo il controllo di Hull.
Sotto la guida di Kemi Badenoch, i Conservatori vivono una fase di luci e ombre, poiché hanno perso l’Hampshire ma hanno ottenuto una vittoria simbolica fondamentale riconquistando il consiglio di Westminster a Londra. Parallelamente, il movimento dei Verdi guidato da Zack Polanski continua la sua crescita costante, ottenendo finora 26 nuovi seggi e confermando un interesse crescente per l’alternativa ambientalista.
Le notizie peggiori per il Labour arrivano anche dal Galles, dove dopo 27 anni di governo ininterrotto il partito rischia di cedere il primato a Plaid Cymru e a Reform UK. Con il nuovo sistema a 96 membri della Senedd, le proiezioni indicano il Labour al suo minimo storico (circa il 12-14%), lasciando presagire una complessa fase di coalizione o un governo di minoranza guidato dai nazionalisti gallesi.