NEW YORK - Per la prima volta da quando il documento è stato istituito oltre quindici anni fa, le Nazioni Unite hanno inserito le forze armate e di sicurezza di Israele e della Federazione Russa nella “lista nera” dei soggetti responsabili di violenze sessuali legate ai conflitti. È quanto emerge dal rapporto annuale di 35 pagine del Segretario Generale Antonio Guterres, visionato in anteprima e destinato ai membri del Consiglio di Sicurezza. 

Il documento censisce 77 soggetti governativi e non governativi in una dozzina di Paesi, evidenziando un drammatico aumento dei casi nel corso del 2025 rispetto all’anno precedente. Sia Israele che la Russia erano stati formalmente avvertiti nel rapporto dello scorso anno circa una loro possibile inclusione, ma l’Onu ha rilevato che “episodi e schemi di violenza sessuale hanno continuato a essere documentati” a causa del persistente rifiuto delle autorità dei due Paesi di garantire l’accesso agli ispettori internazionali. 

L’inclusione delle forze armate (Idf), dei servizi penitenziari e delle unità speciali israeliane è legata al trattamento riservato ai detenuti palestinesi sia nella Striscia di Gaza sia in Cisgiordania. Gli investigatori delle Nazioni Unite sono riusciti a documentare e verificare molteplici “modelli di violenza sessuale legata al conflitto, anche sotto forma di tortura”. 

I dati riportano casi accertati contro 14 uomini, 7 donne, 9 ragazzi e una ragazza. Tra le violazioni verbalizzate figurano stupri di gruppo, stupri effettuati con oggetti, violenze fisiche e spari mirati ai genitali, nudità forzata, minacce di violenza sessuale e perquisizioni corporali invasive eseguite senza alcuna apparente giustificazione di sicurezza. Il rapporto descrive nel dettaglio la situazione di almeno nove vittime provenienti da Gaza, che sarebbero state violentate ripetutamente da agenti e militari israeliani. 

L’annuncio ha scatenato la furia diplomatica di Israele, che accusa l’Onu di voler mettere sullo stesso piano lo Stato ebraico e l’organizzazione terroristica Hamas (già iscritta nella lista). “Abbiamo chiuso con questo Segretario Generale”, ha dichiarato in un videomessaggio l’ambasciatore israeliano al Palazzo di Vetro, Danny Danon, annunciando il congelamento formale di tutti i rapporti tra il governo israeliano e l’ufficio di Guterres fino alla scadenza del suo mandato, fissata al 31 dicembre 2026. 

Danon ha respinto le accuse bollandole come politiche e infondate, sostenendo che Tel Aviv avesse inviato ampi dossier di smentita: “Abbiamo chiesto i casi specifici per poter rispondere, ma non ce ne hanno fornito alcuno. Si vuole dipingere Israele come uno Stato che usa sistematicamente lo stupro come arma”.  

Sulla stessa linea il ministro per la Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir, che ha definito l’Onu “un’organizzazione superflua che ha perso ogni senso morale, equiparando i terroristi a chi li combatte”, mentre il ministero degli Esteri ha dichiarato di aver “confutato in modo completo e inequivocabile tali accuse”. 

Sul fronte del conflitto est-europeo, l’Onu ha inserito nella lista nera le forze armate e i servizi penitenziari russi per le violenze sessuali commesse nei territori ucraini occupati e all’interno della stessa Federazione Russa. Nonostante il totale diniego di accesso opposto da Mosca agli ispettori dell’Alto commissariato per i diritti umani, le Nazioni Unite sono riuscite a verificare 310 casi legati al conflitto che hanno coinvolto sia civili detenuti sia prigionieri di guerra, in larga maggioranza uomini, i quali hanno testimoniato dopo essere stati rilasciati.  

Le violenze includono stupri, mutilazioni ed elettroshock ai genitali. Il rapporto menziona anche 31 casi speculari documentati in Ucraina da organizzazioni locali, la maggior parte dei quali avvenuti prima del 2025. 

Anche la delegazione russa ha reagito con sdegno all’inclusione nel rapporto. L’ambasciatore russo presso l’Onu, Vassily Nebenzia, ha annunciato l’invio di una formale lettera di protesta a Guterres: “Si tratta di menzogne del tutto infondate e di accuse che, come sempre, mirano unicamente a dipingere la Russia come il nemico”. Nebenzia ha inoltre anticipato che Mosca sta completando un proprio rapporto indipendente per documentare i presunti abusi e maltrattamenti subiti dai prigionieri di guerra russi nelle mani delle forze ucraine.