DUBAI – I ribelli Houthi dello Yemen hanno annunciato la conquista delle isole di Greater e Lesser Hanish, nel Mar Rosso meridionale, ampliando il proprio controllo su un’area strategica per il traffico marittimo internazionale e per le esportazioni petrolifere saudite.
Funzionari Houthi hanno dichiarato lunedì (ora locale) che le due isole sono passate sotto il controllo del movimento proprio mentre le forze governative sostenute dall’Arabia Saudita cercano di recuperare il terreno perduto durante la recente avanzata dei ribelli attorno allo stretto di Bab el-Mandeb.
Il passaggio rappresenta una delle principali alternative allo stretto di Hormuz, rimasto in gran parte chiuso dall’Iran fin dai primi giorni della guerra con Stati Uniti e Israele. In condizioni normali, attraverso Hormuz transita circa un quinto del petrolio e del gas commercializzati a livello mondiale.
La chiusura della rotta ha spinto le navi saudite a utilizzare maggiormente Bab el-Mandeb per le esportazioni di greggio dal Mar Rosso.
La conquista delle due isole Hanish fa seguito alla presa, la scorsa settimana, del porto di Mocha e di un’altra posizione insulare strategica. I nuovi progressi aumentano quindi la capacità degli Houthi di minacciare le rotte utilizzate dalle petroliere saudite, con possibili conseguenze sull’offerta globale e sui prezzi dell’energia.
Parallelamente, l’intensificarsi dei combattimenti sta aggravando la situazione umanitaria nello Yemen.
Secondo l’International Organisation for Migration, dall’inizio del mese quasi 94mila persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a causa degli scontri tra i ribelli e le forze governative.
Le aree maggiormente colpite sono Taiz e Lahj, dove circa 48mila persone risultano sfollate. Più di 2mila hanno inoltre attraversato il mare cercando rifugio a Djibouti.
L’International Rescue Committee ha riferito che circa 200 scuole nello Yemen sud-occidentale sono state trasformate in centri di accoglienza per ospitare le famiglie in fuga.
Cresce intanto il timore che il Paese possa ripiombare in una guerra civile su vasta scala.
Il conflitto aveva provocato circa 150mila morti prima della tregua raggiunta nel 2022, che aveva ridotto sensibilmente l’intensità degli scontri.
La World Health Organisation ha riferito che più di 500 persone sono state uccise nell’arco di una sola settimana conclusasi sabato, un aumento che conferma il rapido deterioramento della situazione.
La battaglia per Bab el-Mandeb assume così una dimensione che va oltre il conflitto interno yemenita, intrecciando la ripresa della guerra civile con la sicurezza delle rotte commerciali e la crescente instabilità energetica regionale.