Nella vivace Brunswick Street, cuore pulsante di Fitzroy, c’è un luogo che da 40 anni rappresenta un importante punto di riferimento per il dinamico e variegato sobborgo. È Marios, storico caffè di Melbourne che il 28 aprile ha celebrato un traguardo importante: quattro decenni di attività, di storie intrecciate e di comunità riunita. Momento clou di una ricca serie di celebrazioni è stata la presentazione ufficiale del libro per il 40esimo anniversario, una pubblicazione in grande formato che si configura come una preziosa capsula del tempo, capace di raccontare attraverso immagini, storie e testimonianze quattro decenni di vita del locale e della sua comunità.
A fondare il locale, nel lontano 1986, sono stati due uomini uniti non solo da una visione imprenditoriale, ma anche da un curioso dettaglio: entrambi si chiamano Mario. Mario De Pasquale, originario della Sicilia – il paese della madre è Barcellona Pozzo di Gotto, quello del padre Rodi Milici – e Mario Maccarone, compagno di avventura da oltre 35 anni. I due si erano conosciuti qualche tempo prima lavorando all’elegante Tsindos Bistrot, raffinato approdo gastronomico della città.
All’epoca, Fitzroy era ben diversa da oggi: quartiere popolato da artisti, spazi industriali riconvertiti e affitti accessibili, un terreno fertile per sperimentazioni culturali. In questo contesto, i due Mario decisero di portare un tocco di eleganza informale, con un’offerta semplice ma curata, capace di incontrare i gusti più diversi. “Abbiamo iniziato facendo catering da qui e poi abbiamo messo qualche tavolo, trasformandolo in un piccolo caffè – ricorda Maccarone –. Un anno dopo abbiamo ampliato lo spazio”.
Sin dall’inizio, Marios si è distinto per una scelta allora controcorrente: la colazione servita tutto il giorno. “Era un aspetto fondamentale del nostro business”, spiega Maccarone. “Gli altri posti chiudevano alle undici, noi abbiamo deciso di continuare. Non abbiamo mai chiuso la cucina: da noi puoi mangiare alle tre o alle quattro, colazione, pranzo o cena, sette giorni su sette. Non devi pensarci, sai che siamo aperti e pronti per te”.
Una formula vincente che ha conquistato una clientela eterogenea: dagli artisti bohemien agli infermieri di turno al vicino St Vincent’s Hospital, passando per tassisti, studenti e famiglie. “C’era bisogno – osserva De Pasquale –, non c’erano molti posti per la colazione nei dintorni”. Oggi, a distanza di 40 anni, quell’intuizione resta uno dei pilastri del locale.
E in effetti entrare da Marios significa immergersi nell’atmosfera di altri tempi: tovaglie bianche, brusio costante, camerieri indaffarati e un menu che celebra i grandi classici della tradizione italiana. Spaghetti alla carbonara, penne all’amatriciana, lasagne, gnocchi fatti a mano, autentici protagonisti di una cucina “semplice, ben cucinata e a prezzi accessibili”, come sottolineano i fondatori. Accanto ai piatti storici, non mancano proposte contemporanee e specialità del giorno, in un equilibrio armonioso tra tradizione e rinnovamento.
Ma Marios è anche un crocevia culturale, un punto di riferimento per la scena artistica di Melbourne. Già dal 1988, il locale ha iniziato a ospitare mostre di artisti emergenti, rinnovate ogni tre settimane, contribuendo a plasmare un’identità fortemente legata alle arti visive. Nel corso degli anni, tra i suoi tavoli sono passati musicisti, registi, scrittori e personalità del mondo culturale, molti dei quali hanno contribuito al volume celebrativo realizzato per il quarantennale.
Durante la pandemia, il locale ha saputo poi reinventarsi senza snaturarsi, dando vita a Marios Groceries e a un servizio di consegna a domicilio che ha sostenuto la comunità nei mesi più difficili. Un esempio di resilienza e capacità di adattamento, senza mai perdere di vista la propria identità.
Oggi, mentre De Pasquale si è ritirato dalla gestione quotidiana – pur continuando a contribuire con le sue apprezzate marmellate fatte in casa – Maccarone è ancora presente in sala, affiancato dalla figlia Milla.
E forse è proprio questo il segreto della sua longevità: essere rimasto fedele a sé stesso, accogliente e autentico, capace di far sentire chiunque a casa. “Non è cambiato molto negli ultimi 40 anni – conclude Mario De Pasquale –, siamo ancora aperti dalla mattina presto fino a tarda notte, tutto il giorno, tutti i giorni. E continuiamo ad attirare persone per i motivi più diversi”.