Poi sono arrivati il pareggio di Rensch e, al minuto 101, il rigore decisivo di Malen dopo on-field-review e polemiche accese. In discussione il duello fra il romanista Rensch, che aveva siglato il 2-2, e il parmense Britschgi: l’uno che trattiene l’avversario, l’altro che gli fa una cravatta al collo: falli reciproci. A mio parere non c’erano gli estremi per concedere il tiro dal dischetto. E così la squadra di Gasperini rimane in corsa per rientrare nell’Europa che conta grazie anche al fischiatissimo scivolone del Milan, triturato al Meazza dall’Atalanta per 87 minuti. Al terzo spettacolare gol di Raspadori, la curva sud s’è svuotata. Poi i rossoneri si sono svegliati con due reti nel finale: troppo tardi, colpa grave. Resta un dato allarmante: appena 7 punti sui 24 delle ultime 8 giornate: media da retrocessione.
Il popolo rossonero è infuriato contro società e squadra. In settimana le firme contro il direttore generale Furlani hanno sfiorato quota 40mila: “Vattene incompetente”, la critica più civile. Un atto d’accusa contro tutta l’oligarchia: un presidente ombra (Scaroni), un proprietario mai presente (Cardinale) e un dirigente ingombrante senza peso specifico (Ibrahimovic) oltre al “ragioniere” Furlani. Tutti bravi, secondo i tifosi, a mettere in discussione le scelte di Tare il quale ha dato pienamente ragione ai contestatori: “Questo Milan offende la sua storia”. A bagnomaria Allegri. E via con i rimpianti a Paolo Maldini, cacciato senza ragione, lui sì uomo di calcio. Da incastonare una dichiarazione di Fedele Confalonieri, l’amico fidato di Berlusconi: “Ci vorrebbe il miglior Galliani per fare la guerra all’Inter di Marotta”.
La classifica non fa sconti: la Juventus è a quota 68 dopo la vittoria di Lecce, una lunghezza davanti a Milan e Roma. E il Como si trova a 3 punti. Già perché in corsa c’è pure la formazione lariana che, vincendo di misura a Verona, s’è assicurata matematicamente un posto nelle coppe europee, a breve sapremo quale. È il ritorno di quella provincia che ha fatto la fortuna del calcio italiano. Come dimenticare gli scudetti di Cagliari, Verona e Sampdoria oltre ai brillanti anni del Chievo (ci manca), alle antiche gesta di Vicenza e Perugia, alla realtà del Sassuolo, migliore neopromossa d’Europa. E il Como di oggi, alla stregua della Samp di Mantovani, ha una forza economica di primissimo rilievo.
Quanto all’Inter, ha stravinto la partita con la Lazio all’Olimpico dove mercoledì si svolgerà la replica che vale la Coppa Italia. Un’altra partita, ha detto Sarri. Per i biancocelesti è l’unica possibilità di arpionare l’Europa League. In caso di successo dei neo campioni d’Italia, si apriranno le porte della Conference League all’Atalanta.