CANBERRA – L’esecutivo ha lasciato aperta la possibilità di negoziare con la Coalizione le nuove norme sull’obbligo di tutela digitale, mentre il Parlamento torna oggi in seduta con il dibattito sui social media intrecciato alle polemiche che coinvolgono Pauline Hanson.
Il progetto di legge prevede sanzioni superiori a 100 milioni di dollari per le piattaforme tecnologiche che non riescano a individuare e limitare contenuti potenzialmente dannosi destinati agli utenti sotto i 18 anni.
Tra i materiali indicati figurano quelli che incoraggiano disturbi alimentari, misoginia e bullismo online.
il ministro delle Comunicazioni Anika Wells ha dichiarato che il governo non intende approvare la riforma entro la fine dell’anno e che resta disponibile a modificare il testo per ottenere un sostegno più ampio.
“Sarei pronta a lavorare con la Coalizione sulla formulazione, in modo da rispettare l’urgenza e l’intento della misura”, ha dichiarato ospite di ABC.
L’opposizione resta però fortemente contraria alla bozza attuale, soprattutto per la discrezionalità attribuita al ministro nella definizione dei contenuti dannosi.
La senatrice liberale Sarah Henderson ha accusato il Partito laburista di tentare di reintrodurre “dalla porta di servizio” elementi del precedente disegno di legge contro disinformazione e informazione fuorviante.
“È una normativa inaccettabile e la combatteremo in ogni fase”, ha dichiarato.
Il progetto comprende anche l’obbligo per le piattaforme di offrire agli utenti la possibilità di scegliere feed privi di selezione algoritmica, basati invece sui contenuti pubblicati dagli amici e dagli account seguiti.
Il confronto sulle regole digitali è stato però in parte oscurato dallo scontro politico con la leader di One Nation.
Hanson era già finita al centro delle critiche nella precedente settimana parlamentare per un cartone animato satirico nel quale l’ex militare del SAS ed esponente Liberale di primo piano Andrew Hastie sostiene di essere stato definito “traditore”.
La polemica si è ulteriormente ampliata ieri, quando sono riemerse precedenti dichiarazioni di Hanson sulle presunte disfunzioni degli schemi delle case popolari nelle quali era stata citata la madre del primo ministro Anthony Albanese come esempio di abuso per la sua lunga permanenza nell’edilizia sociale.
Albanese ha detto di essere rimasto “sbalordito” dalle parole e ha affermato che sua madre era “totalmente fuori dalla portata” della senatrice.
Hastie ha a sua volta accusato Hanson di non avere le qualità necessarie per governare il Paese, unendosi così alle critiche provenienti dal Partito laburista.
Parallelamente, il governo si prepara ad annunciare 300 milioni di dollari in nuovi finanziamenti per alloggi di emergenza e transizione.
Il ministro per l’Edilizia abitativa Clare O’Neil ha spiegato che il programma dovrebbe garantire 500 nuove abitazioni destinate soprattutto a donne e bambini in fuga dalla violenza familiare e a giovani senza una sistemazione sicura.