MELBOURNE - Il Victoria si avvia verso una competizione elettorale a tre, con One Nation leggermente avanti al Partito laburista e alla Coalizione Liberal-Nazionale.

La rilevazione Redbridge, condotta su 6.500 elettori, assegna al partito di Pauline Hanson il 27% del voto primario. Il governo Laburista di Jacinta Allan e l’opposizione guidata da Jess Wilson sono entrambi al 26%. I Verdi restano al 12%, mentre altri partiti e indipendenti raccolgono complessivamente l’8%.

Il dato conferma la frammentazione del quadro politico statale in vista delle elezioni di novembre. Per il Partito laburista, il rischio non è solo perdere consensi verso la Coalizione, ma trovarsi schiacciato tra due avversari che pescano in segmenti diversi dell’elettorato: l’opposizione tradizionale da un lato, il voto di protesta di One Nation dall’altro.

Il sondaggio contiene anche analisi seggio per seggio e scenari diversi, costruiti su piccole variazioni del voto e sui flussi di preferenze previsti. Le simulazioni vanno da una tenuta di misura del Partito laburista a una sconfitta pesante per il governo Allan.

Il segretario della Victorian Trades Hall, Luke Hilakari, dovrebbe presentare in giornata i risultati ai sindacati, con l’obiettivo di spingerli a organizzare una campagna capillare per aiutare il Partito laburista a superare la soglia necessaria per restare al governo.

La linea politica del partito è già evidente. Allan ha trascorso mesi cercando di legare Wilson a One Nation, dipingendo l’eventuale cambio di governo come un accordo di fatto tra Liberali, Nazionali e il partito di Hanson. Una pubblicità Laburista sostiene che “Liberali e One Nation possono formare un governo nel Victoria solo insieme”.

Lo spot attacca anche i piani di spesa dell’opposizione, affermando che Wilson taglierebbe 40 miliardi di dollari e che una riduzione di tale portata finirebbe per colpire ogni ospedale pubblico del Victoria, con infermieri licenziati, posti letto chiusi, lavori nei pronto soccorso cancellati e tempi d’attesa più lunghi.

I Liberali respingono questa ricostruzione. La loro proposta prevede una riduzione della spesa pubblica di 22 miliardi di dollari in dieci anni, attraverso il congelamento delle assunzioni nel settore pubblico e il ricambio naturale del personale. L’opposizione sostiene che i servizi di prima linea non saranno toccati.

Nel frattempo, la riforma della Camera alta potrebbe cambiare la composizione del parlamento. Il governo intende abolire i group voting tickets (GVT) nella prossima settimana di sedute, una mossa destinata a penalizzare i micro-partiti e a favorire le forze con un voto primario più solido.

In un’elezione ormai aperta, ogni punto percentuale e ogni preferenza potrebbero decidere non solo chi governerà il Victoria, ma con quali alleati e quale margine politico.