AMALFI – Dopo oltre ventiquattro ore di paura, la situazione sul fronte degli incendi tra Costiera amalfitana e penisola sorrentina è in miglioramento, ma l’emergenza non è ancora completamente conclusa.

Il grande rogo che ha interessato diversi versanti della Costiera è stato domato, mentre restano alcuni focolai tra Agerola e la zona alta di Vico Equense, dove Vigili del Fuoco e Protezione civile hanno lavorato per tutta la notte.

La fase più critica era iniziata nella serata di lunedì 14 settembre, quando un vasto incendio si era sviluppato tra Tovere e Vettica, con un secondo fronte contemporaneamente tra Agerola e Conca dei Marini.

Il forte vento aveva spinto rapidamente le fiamme verso le aree abitate, provocando momenti di forte apprensione anche a Positano e rendendo particolarmente complesse le operazioni di spegnimento. Ad Agerola, nella notte, alcune persone erano state costrette ad abbandonare temporaneamente le proprie abitazioni e i clienti di un ristorante erano stati fatti uscire per precauzione.

Sul posto sono intervenute numerose squadre dei Vigili del Fuoco, insieme alla Protezione civile e ai mezzi aerei, compresi elicotteri e Canadair, che hanno dovuto operare in condizioni difficili proprio a causa delle raffiche di vento. L’incendio ha provocato ingenti danni alla vegetazione, con alberi secolari, sottobosco e habitat della fauna distrutti dalle fiamme.

Ora, con il fuoco sotto controllo, la preoccupazione si sposta sulle conseguenze che il territorio potrebbe subire nei prossimi mesi, soprattutto con l’arrivo delle piogge: la perdita della copertura vegetale aumenta infatti il rischio di dissesto idrogeologico e di frane sui versanti già fragili della Costiera e della penisola.

Particolarmente delicata è stata anche la situazione della Statale 163 Amalfitana, chiusa in entrambe le direzioni nel tratto interessato dall’incendio tra il chilometro 6 e il chilometro 8,5, nei territori di Piano di Sorrento e Vico Equense. La strada è stata successivamente riaperta, consentendo il ritorno alla normalità della viabilità, seppure con alcune limitazioni temporanee.

Per gli amministratori locali, intanto, prende sempre più consistenza l’ipotesi che dietro i roghi possa esserci una mano dolosa. Il sindaco di Amalfi Daniele Milano ha parlato di una situazione senza precedenti negli undici anni della sua esperienza amministrativa, escludendo l’ipotesi di un incendio naturale e sottolineando come le fiamme siano arrivate molto vicine alle abitazioni.

Durissima anche la reazione del vicesindaco di Agerola, Luca Mascolo, che ha definito l’incendio un’azione criminale e ha sottolineato come appiccare il fuoco in un territorio così fragile significhi mettere a rischio non soltanto il patrimonio naturale, ma anche la sicurezza della popolazione. Saranno gli accertamenti a stabilire l’origine dei roghi e le eventuali responsabilità, mentre sul territorio si procede con la conta dei danni.

L’emergenza arriva inoltre in un momento particolarmente delicato per l’economia turistica locale: settembre rappresenta ancora un periodo importante per alberghi, ristoranti e attività ricettive, dopo un agosto che in alcune zone aveva già fatto registrare una riduzione delle presenze rispetto agli anni precedenti. E gli effetti dell’incendio cominciano a farsi sentire anche sulle prenotazioni, con alcune disdette già arrivate nelle strutture delle località interessate. Per gli operatori il timore è che le immagini delle fiamme, della vegetazione devastata e delle strade interrotte possano condizionare ulteriormente la stagione.

Resta quindi un doppio fronte da affrontare: da una parte completare lo spegnimento dei focolai e mettere in sicurezza le aree colpite, dall’altra valutare l’entità dei danni ambientali e prevenire le conseguenze del dissesto nei mesi autunnali e invernali.