ROTTERDAM (Paesi Bassi) - Dopo la sconfitta nel derby la domanda delle domande è una sola: l’Inter saprà reagire? Perché quanto capitato a San Siro ha lasciato il segno, non tanto sulla classifica quanto sul morale di una squadra che già prima della gara contro il Milan aveva mostrato qualche affanno di troppo (Venezia), con quella strana propensione a complicarsi la vita andando quasi sempre sotto nel punteggio, salvo poi doversi produrre in dispendiose rimonte per recuperare il risultato. Cosa riuscita cinque volte su sei in campionato, ma zero su due in Champions League, dove Real Madrid e Bruges hanno approfittato delle distrazioni interiste per prendere il largo nel punteggio e portarsi a casa i tre punti. Che, buon per l’Inter, sono arrivati alla terza partita contro lo Shakhtar nonostante l’uomo in meno, un successo che i nerazzurri dovranno provare a replicare a Rotterdam contro il Feyenoord per trovare un minimo di continuità.
Il tutto, però, in un clima tra l’abbattuto e il nervoso, lo strano mix di sensazioni che il derby ha lasciato in eredità. “Ma io credo nel lavoro, in quello che è questa squadra e che ha fatto fino ad ora - ha replicato Cristian Chivu alla vigilia della sfida di Champions -. Sono fiducioso in quello che faranno, sono campioni e lo hanno fatto vedere”. “Ci sono episodi negativi, errori dai quali si deve imparare, accettare e guardare, cercando di sistemarli per andare avanti fiduciosi”. Chivu, da ex Ajax, conosce bene l’ambiente caldo di Rotterdam (“Qui ci ho vinto la coppa olandese, so cosa significa per questa squadra lo stadio, la passione che hanno i loro tifosi, so che tipo di atmosfera creano, ci sarà un clima ostile ma è per questo che ci piace giocare in Champions”), ma anche le difficoltà che il Feyenoord potrà creare: “Questa squadra in casa si esalta, ha un tifo che li spinge da dietro. Ci sono giocatori che hanno qualità, che sono bravi nei duelli e nell’uno contro uno. Sappiamo che non sarà facile, ma allo stesso tempo anche noi dovremo tirare fuori le nostre qualità e quello che sappiamo fare per metterli in difficoltà”. Servirà vincere, per ritrovare fiducia nello spogliatoio e dare un messaggio anche all’esterno, senza dimenticare la classifica di Champions che deve essere migliorata: “Abbiamo sempre detto che la Champions si gioca partita per partita, ma vale anche per il campionato. Ovvio che se si vogliono fare i calcoli per arrivare tra le prime otto più o meno servono 16 punti. Noi siamo ancora in gara, consapevoli che non sarà semplice per noi e consapevoli di quello che siamo e vogliamo fare. Faremo una grande gara”.
Fiducia condivisa da Marcus Thuram, chiamato con i suoi gol a tenere in piedi l’attacco nerazzurro momentaneamente orfano di Lautaro e con Esposito e Bonny a mezzo servizio nelle ultime gare. Il francese è consapevole delle difficoltà del momento, soprattutto quelle legate agli approcci sbagliati alle partite e a quel vago senso di presunzione che in certi momenti è sembrato di intravedere nell’eccessiva leggerezza della squadra: “Sappiamo che c’è un problema, non dobbiamo fare finta non ci sia - ha detto il francese -. Spero potremo approcciare le gare nella migliore maniera. Le parole di Bastoni e Barella, che avevano parlato di approccio sbagliato nel derby? Loro sono due leader, conoscono la squadra e condivido quello che hanno detto. Dopo il derby ci siamo detti le cose in faccia come si fa in una famiglia e in una squadra. L’atteggiamento che abbiamo avuto in 10 contro lo Shakhtar dobbiamo portarlo avanti sempre, anche in campionato. Così dobbiamo scendere in campo. Troveremo un ambiente caldissimo che spingerà fortissimo la loro squadra”. L’Inter lo sa, e stavolta dovrà farsi trovare pronta.