TEHERAN – Le autorità iraniane hanno rilasciato su cauzione Narges Mohammadi, Premio Nobel per la Pace 2023, la quale è stata trasferita a Teheran per ricevere cure mediche, ha annunciato la sua fondazione.
Dopo dieci giorni di ricovero a Zanjan, nel nord dell’Iran, dove stava scontando la sua pena, le “è stata concessa la sospensione della pena in cambio di una cospicua cauzione”, ha dichiarato la sua fondazione in un comunicato.
Narges Mohammadi è stata trasferita in ambulanza al Pars Hospital di Teheran, dove sarà curata dal proprio team medico. La Narges Foundation e i familiari dell'attivista hanno ringraziato la comunità internazionale per la solidarietà dimostrata, sottolineando però che la sola sospensione della pena su cauzione "non è sufficiente".
"Narges Mohammadi ha bisogno di cure permanenti e specialistiche. Dobbiamo assicurarci che non torni mai più in prigione per scontare i 18 anni che restano della sua condanna", si legge nella dichiarazione, che chiede la liberazione incondizionata dell'attivista e l'annullamento di tutte le accuse a suo carico.
In un messaggio pubblicato su X, il suo avvocato Mostafa Nili ha spiegato che la decisione è stata adottata in seguito a una valutazione dell'Organizzazione di medicina legale iraniana, secondo la quale Mohammadi necessita di cure specialistiche al di fuori del carcere e sotto la supervisione del proprio team medico a causa di diverse patologie.
Nel fine settimana la 54enne era stata portata d'urgenza dal carcere in un ospedale a Zanjan, nel nord-ovest del paese, a seguito di un “catastrofico peggioramento” delle sue condizioni di salute.
Secondo quanto riferito dalla sua avvocata Chirinne Ardakani durante un punto stampa presso il comitato di sostegno di Mohammadi a Parigi, la premio Nobel, incarcerata da dicembre, aveva rischiato la morte. “Non abbiamo mai temuto così tanto per la vita di Narges, in ogni momento rischia di lasciarci”, aveva avvertito Ardakani.
Stando a quanto era stato riferito dalla fondazione, l'attivista “sta lottando nel reparto di terapia intensiva con forti oscillazioni della pressione sanguigna e una condizione cardiaca pericolosa”.