WASHINGTON - Gli Stati Uniti hanno condotto un quarto giorno consecutivo di attacchi militari contro l’Iran su ordine del presidente Donald Trump, inasprendo lo scontro con Teheran alla vigilia del ripristino del blocco navale sui porti iraniani.
Il nuovo ciclo di raid è iniziato alle 15, ora della costa orientale americana (le 7 del mattino di oggi in Australia), secondo quanto comunicato dallo US Central Command. Un’ora dopo è tornato in vigore il blocco navale, misura che annulla un altro punto centrale del memorandum d’intesa raggiunto a giugno tra Washington e Teheran.
Quell’accordo preliminare aveva riaperto immediatamente lo Stretto di Hormuz, passaggio di primo piano per il trasporto del petrolio, e introdotto una tregua di 60 giorni. L’intesa si è però rapidamente sfaldata. La scorsa settimana Trump ha dichiarato il cessate il fuoco “finito”, dopo una nuova sequenza di attacchi e minacce tra le parti.
Il presidente americano ha anche ritirato l’ipotesi di imporre tariffe alle navi in transito nello stretto, un’inversione di rotta pervenuta 24 ore dopo l’annuncio di una misura che contraddiceva la posizione tradizionale dell’amministrazione, favorevole alla libertà di passaggio senza pedaggi. Resta invece la scelta di ripristinare il blocco, insieme alla revoca dell’esenzione che consentiva all’Iran di vendere petrolio sul mercato aperto.
Nonostante il deterioramento della situazione, Trump sostiene di voler ancora raggiungere un accordo di lungo periodo con Teheran sul programma nucleare. Washington sta inoltre cercando di facilitare un’intesa tra Libano e Israele per far fronte al ruolo di Hezbollah, gruppo sostenuto dall’Iran.
Il linguaggio del presidente resta però militare. Ospite di Fox News, Trump ha detto che le forze americane colpiranno l’Iran “molto duramente” ogni notte questa settimana e che, senza un accordo per fermare in modo permanente le ostilità, gli attacchi diventeranno “davvero pesanti”. Ha minacciato di prendere di mira infrastrutture energetiche, centrali elettriche e ponti se Teheran non tornerà al tavolo.
Alla domanda se la guerra con l’Iran fosse ripresa, Trump ha evitato una risposta diretta. Ha detto che gli Stati Uniti stanno colpendo “tutto ciò che hanno lungo la costa e sul waterfront” e che l’unico modo per negoziare con Teheran è attraverso la forza militare.
Parallelamente, Washington ha annunciato nuove sanzioni contro una rete marittima iraniana guidata da Mohammad Hossein Shamkhani. Il Dipartimento del Tesoro americano sostiene che la rete aiuti Teheran ad aggirare le restrizioni sulle vendite di petrolio e sia ormai attiva anche nel trasporto container e nel commercio di materie prime.
Secondo il segretario al Tesoro Scott Bessent, le misure puntano a chiudere l’infrastruttura finanziaria che consente al regime iraniano di minacciare la sicurezza nazionale americana e la navigazione globale. Il dipartimento afferma di avere sanzionato oltre 200 individui, entità e navi riconducibili a Shamkhani.
Nel frattempo, il Times of Israel riferisce che quattro nuove aerocisterne americane sono arrivate durante la notte a Tel Aviv, portando a 33 il numero di velivoli di rifornimento schierati all’aeroporto Ben Gurion. Il rifornimento in volo resta una componente centrale della campagna americana e israeliana in Medio Oriente, sostenendo bombardieri e caccia impegnati nei raid contro obiettivi iraniani.