APPIANO GENTILE (Como) - Un anno fa Cristian Chivu raccoglieva le macerie di un finale di stagione drammatico e di un Mondiale per Club finito con il lancio degli stracci nello spogliatoio, e mai si sarebbe immaginato (e i tifosi ancora meno) una stagione come quella appena vissuta, con la doppietta scudetto-Coppa Italia a spazzare via i dubbi che ne avevano accompagnato l’arrivo.
Ecco perché un anno dopo il clima attorno all’Inter è diverso, e l’allenatore lo sa bene: “Ora sono arrivato a più di 50 panchine, non sono più 13 - ha sottolineato nella prima conferenza stampa della stagione -. Farò del mio meglio sempre, cercando stimoli giusti e trasmettendo entusiasmo e motivazione, che è fondamentale in una squadra che vuole far meglio dell’anno scorso. È importante ritrovarla, anzi aggiungere qualcosa in più. Non basta mai. Vogliamo ripeterci, veniamo da una stagione importante con due trofei vinti ma non vogliamo fermarci qua. Abbiamo fame di rivincere, tutti noi sappiamo quanta gioia c’è quando si alza un trofeo”.
Chivu non si pone troppi problemi per quanto riguarda il mercato (“Abbiamo una rosa competitiva, con un’ossatura mantenuta negli anni. I ragazzi hanno fatto vedere la qualità che hanno. Abbiamo perso giocatori che hanno fatto la storia, ma abbiamo a disposizione un gruppo di giocatori con un buon misto di esperienza e gioventù”), perché la strada è tracciata e le sue idee sono sempre le stesse. “Siamo ambiziosi, flessibili e ci adattiamo. Sappiamo cambiare anche strada facendo. Vogliamo avere coraggio, senza lamentarci, vogliamo fare di tutto per essere competitivi”.
Ma soprattutto l’aver vinto al primo anno gli ha tolto un bel peso dalle spalle, e a chi gli chiede se crede di dover dimostrare ancora qualcosa risponde: “Non dovevo e non devo dimostrare nulla, se non dare una mano a questi ragazzi e alla società che mi ha dato fiducia. Ho una grossa responsabilità tutt’ora, riparto sempre da zero. Ci sono i ragazzi prima di tutto, poi vengo io. Se ho più dubbi o certezze? Io vivo tra le incertezze, mi permette di migliorare, di uscire dalla zona di comfort. Non sto pensando ai trofei vinti, ma a quello che dovremo fare quest’anno. Il gruppo lo conosco meglio dell’anno scorso, so con chi ho a che fare e so di che pasta sono fatti. Il gruppo è competitivo, ambizioso e ha fame di trofei”.
Così come ha voglia di vivere l’Europa in maniera diversa rispetto alla passata stagione, l’unico neo di un’annata da ricordare: “Nella vita non puoi avere tutto - ha commentato Chivu -. Abbiamo sbagliato quelle due partite in Champions, ma mi prendo quanto di buono fatto fino ad allora”. ”A Madrid e con il Liverpool abbiamo perso all’ultimo secondo ed è arrivato quello spareggio. Mi sono preso la responsabilità delle mie scelte, forse ho sbagliato qualcosa, ma la squadra è stata competitiva e ambiziosa. A volte riesci ad arrivare lontano, altre no, ma abbiamo l’obbligo di essere competitivi su tutti i fronti”.
Ed è con questo spirito che l’Inter vuole ripartire, nonostante le difficoltà sul mercato e le partenze importanti. In fondo i dubbi c’erano anche 12 mesi fa, poi sappiamo tutti come è andata a finire.