WASHINGTON - Dopo molte ore di silenzio dall’esito delle elezioni di metà mandato, il vicepresidente statunitense JD Vance ha rotto gli indugi pubblicando un lungo intervento sulla piattaforma X per analizzare le cause della sconfitta del Partito Repubblicano.

Nel suo intervento, il vicepresidente, che si era espresso contro l’intervento armato fin dall’inizio, ha individuato nel coinvolgimento militare contro l’Iran l’elemento determinante che ha spinto una quota decisiva dell’elettorato conservatore a virare verso il Partito Democratico. 

“La ragione per cui abbiamo perso è la guerra. Il presidente stesso lo ha detto la notte scorsa”, ha scritto Vance, invitando la dirigenza del partito a una riflessione senza sconti: “Chi vuol sostenere che ne sia valsa la pena, che perdere il Senato per i prossimi sei anni sia valso il prezzo pagato, lo faccia. Sostenga che sia stato un costo che valeva la pena sostenere. Che siate d’accordo o no, almeno sarebbe onesto. Ma tutti sanno perché abbiamo perso. E qualsiasi conversazione onesta su dove andare da qui deve iniziare da lì“. 

Nel contestare le letture che attribuiscono il risultato a un calo di affluenza, Vance ha sottolineato come la base repubblicana si sia recata alle urne, ma con scelte d’uscita differenti rispetto al passato: “Molte persone che hanno votato per Trump/Vance nel 2024 hanno votato per i Democratici nel 2026. Ci saranno molte divisioni interne e molte discussioni su cosa sia successo e sul perché. Il vero motivo per cui abbiamo perso è evidente a quasi tutti”. 

A supporto della sua tesi, il vicepresidente ha citato le rilevazioni preelettorali confidategli da un sondaggista di sua fiducia, il quale alla vigilia della consultazione aveva ipotizzato uno scarto sfavorevole di 13 punti per il GOP nelle preferenze per il Congresso.

Interpellando direttamente gli elettori che avevano sostenuto Trump nel 2024 ma che si dicevano pronti a votare per l’opposizione, la rilevazione aveva evidenziato quattro richieste prioritarie per riottenerne il consenso: mettere fine alla guerra, concentrarsi sul costo della vita e sull’inflazione, rimettere l’America al primo posto e ridefinire i rapporti con Israele. 

“I nostri elettori sono andati a votare. E i quattro motivi sopra sono la ragione per cui molti di loro hanno votato per i Democratici”, ha ribadito Vance.

In questo contesto, il vicepresidente ha difeso la conduttrice di Fox News Rachel Campos-Duffy (moglie del segretario ai Trasporti Sean Duffy), finita al centro di polemiche per aver sollecitato una via diplomatica alla crisi, sostenendo che l’esito delle urne ne abbia confermato la fondatezza politica. 

Dall’altro lato, Donald Trump ha ammesso l’impatto del conflitto sulle urne pur rivendicando la bontà delle decisioni prese. In un’intervista telefonica rilasciata al Wall Street Journal, il presidente ha riconosciuto il peso degli eventi bellici sulle sconfitte del partito, aggiungendo tuttavia: “Non ci penso. Ho fatto la cosa giusta. Lo rifarei”. 

Intervenendo a Fox News, il capo della Casa Bianca ha poi attribuito l’insoddisfazione popolare alle ricadute economiche di breve periodo legate al prezzo dei carburanti: “La gente è d’accordo con quello che sto facendo sull’Iran, ma probabilmente non era disposta ad affrontare la conseguenza iniziale, di breve durata, di pagare di più la benzina. Sapete, lo capisco. Ma non sono d’accordo: è un problema a breve termine per un beneficio a lungo termine. Peccato”. 

Guardando alle future dinamiche interne del fronte conservatore, Vance ha concluso il suo intervento rivolgendo un messaggio sia ai critici della prima ora sia ai militanti delusi dai risultati. “Resto fiducioso riguardo al nostro Paese”, ha dichiarato il vicepresidente.  

“Alle persone che sono arrabbiate e vogliono dire ‘Ve l’avevo detto’, rispondo: avete ragione, ce l’avevate detto. Trasformate quell’energia nell’elezione di repubblicani che condividano la vostra visione del mondo. Alle persone che sono semplicemente arrabbiate per il risultato: avete ragione di esserlo. Trasformiamo quella rabbia e torniamo al lavoro per salvare il nostro Paese”, ha dichiarato.