CREMONESE 1

JUVENTUS 2

CREMONESE (3-5-2): Audero 6; Terracciano 5 (36’ st Johnsen 6.5), Baschirotto 6, Bianchetti 5.5; Barbieri 6.5, Payero 6, Bondo 5.5 (17’ st Sarmiento 6), Vandeputte 6, Floriani Mussolini 5.5 (27’ st Faye 6); Vardy 7, Bonazzoli 5.5 (26’ st Vazquez 6).

In panchina: Silvestri, Nava, Ceccherini, Folino, Valoti, Lordkipanidze.

Allenatore: Nicola 6.

JUVENTUS (4-3-3): Di Gregorio 6; McKennie 6 (40’ st Rugani sv), Kalulu 6, Gatti 5, Cambiaso 7.5; Koopmeiners 6, Locatelli 6, Thuram 6 (34’ st Adzic sv); Openda 5.5 (19’ st Conceicao 6.5), Vlahovic 5.5 (40’ st David sv), Kostic 7 (34’ st Joao Mario sv).

In panchina: Perin, Scaglia, Rouhi, Felipe, Miretti, Zhegrova.

Allenatore: Spalletti 6.5.

ARBITRO: Chiffi di Padova 6.

RETI: 2’ pt Kostic, 23’ st Cambiaso, 38’ st Vardy.

NOTE: cielo coperto, terreno in ottime condizioni. Ammoniti: Bianchetti. Angoli: 3-3. Recupero: 3’; 6’.

CREMONA - Buona la prima per Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus: i bianconeri battono in trasferta la Cremonese per 1-2 e trovano la seconda vittoria consecutiva in campionato.

Nel giorno del 128esimo anniversario dalla fondazione del club, la Vecchia Signora torna a sorridere anche in classifica, dove si trova ora a quattro punti dal Napoli capolista, in attesa delle partite di domani.

È sicuramente presto per parlare dell’impatto dell’ex ct dal punto di vista tattico, ma di sicuro quella vista questa sera è una Juve che, almeno nella prima ora, è stata attenta e dinamica, compatta e in cerca dei primi automatismi.

A facilitare il compito è il gol dopo novanta secondi di Kostic, che viene “smarcato” da un tocco di Vandeputte sullo scarico di Openda e batte Audero da pochi passi.

La Cremonese risente di questo colpo a freddo e soffre il pressing alto degli ospiti, che arrivano al tiro con Vlahovic e soprattutto con Locatelli, il cui tentativo dal limite finisce sul palo dopo la deviazione di Audero.

I due centravanti bianconeri lavorano molto, anche se in fase realizzativa sono ancora imprecisi: ci prova anche Openda, ma senza centrare il bersaglio grosso.

Gli uomini di Nicola tornano bene in campo nella ripresa, ma è la Juve a rendersi pericolosa. Prima, McKennie manca l’impatto col pallone dall’area piccola, poi Vlahovic in spaccata non arriva sul cross dello statunitense.

È il preludio al raddoppio, che arriva al 68’: Conceicao mette in mezzo, Terracciano tocca senza liberare e Cambiaso insacca tutto solo.

Il merito dei padroni di casa è quello di non mollare: Nicola dà un segnale importante inserendo Johnsen, e l’attaccante ripaga subito la fiducia: all’83’ è suo il lancio in profondità per Vardy, che con enorme esperienza tiene a distanza Gatti, scatta in velocità e incrocia battendo Di Gregorio.

Non basta, perché negli ultimi dieci minuti la Juventus resiste e mantiene il risultato fino al triplice fischio: si ferma a tre la striscia di risultati positivi dei lombardi, che rimangono a 14 punti.