CANBERRA - La Coalizione prova a trattare la sconfitta di Farrer come un caso isolato, non come l’inizio di una frana incontrollata.
Ma la vittoria di David Farley, primo candidato di One Nation eletto alla Camera, ha interrotto oltre settant’anni di dominio conservatore nel seggio rurale del New South Wales e ha aperto una domanda scomoda: cosa succede se il partito di Pauline Hanson comincia a vincere anche altrove?
Il leader dei Nazionali, Matt Canavan, resta convinto che la Coalizione possa riconquistare Farrer e contenere la minaccia di One Nation in altri collegi. A Canberra ha paragonato l’elezione suppletiva a una finale su due partite: quella del fine settimana, ha detto, era una trasferta giocata in condizioni difficili; alle prossime elezioni federali, con in palio la scelta del governo, il campo sarà diverso. Secondo Canavan, le lezioni di una suppletiva non possono essere trasferite automaticamente a un’elezione generale.
La linea ufficiale è chiara: nessun accordo tra la Coalizione e One Nation. Hanson, dal canto suo, ha detto di essere disposta a garantire voto di fiducia e sostegno ai Liberali e Nazionali per permettere loro di formare un governo, ma ha escluso di entrare in una coalizione formale.
“Non voglio posizioni ministeriali, perché non sarò la coda del cane”, ha detto Hanson ospite di 2GB, rivendicando il risultato di Farrer come una rivincita personale dopo anni di attacchi e di derisione.
Canavan ha ricambiato la chiusura. One Nation, ha osservato, non vuole unirsi alla Coalizione, e “il sentimento è reciproco”. Anche Tim Wilson, ministro ombra del Tesoro, ha corretto il tiro dopo che domenica aveva lasciato aperta l’ipotesi di una possibile intesa. Oggi, ha detto di non aver mai sostenuto una coalizione con il partito di Hanson e di non avere alcun interesse a costruirla.
Il problema, però, resta nei numeri. A Farrer, il voto primario liberale è crollato al 12,4 per cento, oltre trenta punti sotto il risultato ottenuto un anno prima da Sussan Ley. One Nation, invece, guarda già oltre. Barnaby Joyce ha detto che il partito vuole replicare il successo negli elettorati occidentali di Sydney e sta parlando con possibili candidati.
Il primo ministro Anthony Albanese ha letto il risultato come un segnale di vuoto politico nella destra tradizionale. Secondo lui, Liberali e Nazionali “non rappresentano più davvero nulla”. Ma ha anche avanzato dubbi che la presa di One Nation possa estendersi molto oltre i territori dove il partito ha già una base forte.