WASHINGTON - La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione per bloccare il presidente Donald Trump dal proseguire la guerra contro l’Iran senza un’esplicita autorizzazione del Congresso.
Il voto, passato per 215 a 208, rappresenta un segnale politico importante per la Casa Bianca. Quattro deputati Repubblicani si sono uniti ai Democratici nel sostenere la misura sui poteri di guerra, che ordina il ritiro delle truppe americane dall’Iran salvo una dichiarazione formale di guerra o un’autorizzazione all’uso della forza militare da parte del Congresso.
Il provvedimento, per ora, ha soprattutto valore simbolico. Per diventare effettivo deve essere approvato anche dal Senato, e resta aperto il dibattito sulla costituzionalità di risoluzioni di questo tipo anche dopo un via libera parlamentare. Il voto mostra però un disagio crescente in una parte del Partito repubblicano verso la gestione del conflitto, entrato nel quarto mese.
Tre precedenti risoluzioni sui poteri di guerra erano già state respinte alla Camera, ma con margini sempre più ridotti. I leader Repubblicani avevano rinviato il voto su questa nuova misura il mese scorso, quando era apparso possibile che passasse.
I quattro Repubblicani favorevoli sono Tom Barrett del Michigan, Warren Davidson dell’Ohio, Brian Fitzpatrick della Pennsylvania e Thomas Massie del Kentucky. Nessun democratico ha votato contro, mentre sette deputati non hanno partecipato al voto.
La pressione sul presidente si concretizza in una fase politicamente complicata. Ieri, la Camera ha anche approvato una mozione procedurale per permettere il voto sull’Ukraine Support Act, destinato a fornire aiuti militari a Kiev contro l’invasione russa. Il testo è arrivato in aula solo dopo una petizione firmata da almeno 218 deputati.
I Democratici sostengono che Trump debba chiedere al Congresso l’autorizzazione per l’uso della forza, ricordando che la Costituzione affida al potere legislativo, non al presidente, la facoltà di dichiarare guerra. Accusano inoltre la Casa Bianca di aver trascinato il Paese in un conflitto lungo senza una strategia chiara, mentre i prezzi di carburanti, generi alimentari e altri beni sono aumentati dopo l’inizio degli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, il 28 febbraio.
Il deputato Gregory Meeks, promotore della risoluzione e Democratico di rango nella Foreign Affairs Committee, ha parlato di “punto di svolta”, sostenendo che sempre più Repubblicani ascoltano elettori contrari a un’altra guerra senza limiti in Medio Oriente.
L’amministrazione Trump difende invece l’intervento come necessario per la sicurezza nazionale e per impedire all’Iran di sviluppare armi nucleari. I Repubblicani contrari alla risoluzione accusano i Democratici di usare il tema per indebolire gli Stati Uniti e colpire politicamente il presidente.