BUENOS AIRES – A due settimane dall’inaugurazione al Centro Culturale Recoleta, Mafalda Immersiva, l’esperienza multisensoriale dedicata al personaggio creato da Quino, è già diventata uno dei fenomeni culturali della stagione a Buenos Aires. Il suo ideatore, Damián Kirzner, racconta che molti visitatori gli si avvicinano al termine del percorso. “Sono molto emozionati e riconoscenti. Mi dicono di aver ritrovato la propria infanzia, di essersi divertiti moltissimo”, afferma.
Mafalda è una creazione del disegnatore satirico Joaquín Lavado, conosciuto come Quino. La striscia a fumetti fu pubblicata tra il 1964 e il 1973 e aveva come protagonista una bambina che poneva domande scomode sul mondo degli adulti, sulla politica e sulla pace.
Con il passare degli anni, Mafalda è diventata un classico tradotto in decine di lingue. La mostra è stata inaugurata il 30 settembre, a sei anni dalla morte del disegnatore.
Il percorso si sviluppa su 1.300 metri quadrati, distribuiti in 14 sale, e dura circa un’ora. Combina videomapping, proiezioni a 360 gradi, realtà virtuale, schermi tattili, sculture dei personaggi e musica originale. È stata realizzata grazie a una licenza esclusiva concessa dagli eredi di Quino.
Kirzner è produttore da 35 anni e da dodici lavora al festival Mediamorfosis, dedicato alle nuove forme di narrazione. Da tempo si occupava di esperienze immersive, quando ha iniziato a cercare un progetto con una prospettiva internazionale. “Appartengo alla generazione che è cresciuta con Mafalda. Naturalmente, ho pensato subito a lei”, ricorda.
Si è messo in contatto con la famiglia del disegnatore in un momento in cui gli eredi cercavano un modo per avvicinare il personaggio alle nuove generazioni. La proposta è stata accolta favorevolmente e, da allora, gli eredi hanno approvato ogni fase del processo, per assicurarsi che il personaggio fosse trattato con la dovuta attenzione.
La produzione è durata tre anni e, durante questo periodo, circa 300 persone hanno partecipato al progetto. Ora che la mostra è aperta al pubblico, il gruppo di lavoro è composto da circa 50 persone.
Tutto è stato realizzato in Argentina, anche se non sono mancati contributi dall’estero: una parte della progettazione del modellino del quartiere è stata sviluppata in Gran Bretagna, mentre l’esperienza utente e la direzione della fotografia sono state affidate a professionisti spagnoli. “È una squadra internazionale di altissimo livello. È davvero un privilegio”, afferma Kirzner.
La grande sfida della mostra è riuscire a coinvolgere contemporaneamente generazioni diverse. Mafalda affronta temi politici che un bambino di oggi difficilmente potrebbe cogliere, ma il percorso non intende imporre questa chiave di lettura. “È pensata affinché bambini e adulti possano visitarla insieme. I bambini possono divertirsi giocando e scoprendo Mafalda, mentre gli adulti possono seguire un percorso dai contenuti più approfonditi”, spiega.
L’obiettivo è permettere alle famiglie di visitare la mostra insieme e offrire anche a chi non ha mai letto il fumetto l’opportunità di conoscere i personaggi e la loro storia.
Fin dall’inizio, il progetto è stato concepito come una mostra itinerante, con l’intenzione di girare il mondo nei prossimi dieci anni. Secondo Kirzner, sono già in corso trattative avanzate in Europa e in America Latina, oltre ad alcuni accordi già conclusi. La serie animata dedicata a Mafalda, osserva, potrebbe contribuire a far conoscere il personaggio anche nei Paesi in cui è ancora poco popolare.
In questa prospettiva, l’Italia occupa un posto speciale. È stato il primo Paese al di fuori dell’Argentina in cui Mafalda è stata pubblicata, con una prefazione del semiologo e scrittore italiano Umberto Eco, autore de Il nome della rosa.
Inoltre, Quino ha vissuto per decenni a Milano. “Vogliamo entrare in contatto con l’Italia, con cui abbiamo legami così importanti e profondi, dove Quino visse in esilio durante la dittatura militare e dove Mafalda è tanto amata e apprezzata”, afferma Kirzner, che ha già avviato contatti con Milano.
Per il momento, la mostra resterà a Buenos Aires. Le date sono confermate fino al 20 ottobre e Kirzner ha anticipato che l’esposizione sarà prorogata almeno fino al 20 novembre.
Mafalda Inmersiva si può visitare al Centro Cultural Recoleta, in Junín 1930, nella città di Buenos Aires, dal martedì al venerdì dalle 12 alle 20 e il sabato, la domenica e nei giorni festivi dalle 11 alle 20. I biglietti, a partire da 24.000 pesos a persona, sono disponibili attraverso Ticketek.