SYDNEY – I droni subacquei Ghost Shark sviluppati per la Royal Australian Navy hanno raggiunto una nuova fase operativa con l’integrazione dei carichi destinati alle missioni, una svolta che ne amplia l’impiego militare.

Il ministro dell’Industria della Difesa Pat Conroy ha dichiarato ieri che i mezzi potranno essere dispiegati lungo l’intera costa australiana e utilizzati per colpire eventuali avversari, posare mine e condurre attività di intelligence.

I cosiddetti payload, cioè i sistemi installati a bordo per svolgere compiti specifici, sono stati ora incorporati nei sottomarini senza equipaggio.

“Il Ghost Shark ora ha i denti e avremo la capacità di infliggere danni a qualsiasi potenziale avversario”, ha affermato Conroy.

Il programma rientra nel patto di difesa AUKUS da 386 miliardi di dollari tra Australia, Stati Uniti e Regno Unito e costituisce uno degli elementi centrali della strategia del Dipartimento della Difesa sui sistemi autonomi.

Canberra sta investendo 1,7 miliardi di dollari nei Ghost Shark, che si affiancano ai droni aerei Ghost Bat sviluppati da Boeing.

Molti dettagli tecnici dei mezzi subacquei, tra cui autonomia massima, velocità e dimensioni, restano riservati.

Il capo della Marina, viceammiraglio Matt Buckley, ha affermato che il programma ha raggiunto rapidamente una maggiore maturità, passando da una piattaforma destinata principalmente al trasporto a una capacità operativa pronta per l’impiego su scala più ampia.

Secondo Buckley, la difesa di un Paese delle dimensioni dell’Australia richiede l’integrazione tra mezzi con equipaggio e sistemi autonomi.

Ghost Shark fa parte del secondo pilone portante di AUKUS, dedicato allo sviluppo congiunto di tecnologie militari avanzate. Il primo pilastro riguarda invece la futura acquisizione australiana di sommergibili a propulsione nucleare.

I droni saranno inoltre presentati agli altri partner AUKUS durante esercitazioni militari a San Diego.

I Ghost Shark sono prodotti dalla società americana Anduril Industries in uno stabilimento segreto di Sydney aperto appositamente per la loro costruzione e dotato di una vasca per test in acqua e sistemi basati sull’intelligenza artificiale.

Il quinto anniversario di AUKUS è stato accompagnato da un nuovo dibattito sull’accordo. I critici sottolineano costi elevati, incertezze sul programma dei sommergibili nucleari e maggiore dipendenza strategica dagli Stati Uniti, mentre i sostenitori lo ritengono essenziale per rafforzare la difesa australiana nel Pacifico.