Il puzzle si sta componendo, tassello dopo tassello. Resta da capire quale immagine emergerà alla fine: la conferma di Gianni Infantino per un terzo mandato o un ribaltone che, fino a poche settimane fa, sembrava quasi un’utopia.
A sette mesi dalle elezioni Fifa del 18 marzo 2027 a Rabat, il numero 1 del calcio mondiale comincia a distinguere con maggiore chiarezza alleati e oppositori. Gli schieramenti stanno prendendo forma dopo la bufera sul progetto Ffe, il controverso piano per la creazione di una società aperta agli investitori e destinata a gestire i diritti commerciali delle competizioni Fifa, Mondiali compresi.
Un progetto - abbandonato dopo pochi giorni - che ha finito per ridisegnare gli equilibri del pallone. È chiaro che, per quanto forti e autorevoli, le voci delle confederazioni non siano necessariamente sintomo di unità all’interno dei continenti. Si prenda l’esempio della Concacaf.
La confederazione del Nord America, Centro America e Caraibi si era detta preoccupata di una governance che “ha smesso di mettere il calcio in primo piano” e che ha agito “senza trasparenza e consultazione”.
Pochi giorni dopo una delle sue federazioni più autorevoli, quella messicana, si è invece espressa a favore di Gianni Infantino, sostenendone “la leadership” per “continuare a promuovere lo sviluppo del calcio attraverso il rafforzamento istituzionale”.
La Conmebol, confederazione sudamericana, aveva espresso la “propria preoccupazione per le ripetute azioni unilaterali intraprese senza ricorrere al dialogo o ai meccanismi istituzionali previsti”, mentre la Federcalcio argentina ha definito quello di Infantino un “modello di governance chiaro, stabile e trasparente”.
Insomma, difficile parlare di isolamento per l’attuale numero 1 del calcio mondiale. Lo dimostra anche la presa di posizione della confederazione africana, la Caf, che ha “riconfermato all’unanimità il proprio sostegno al presidente della Fifa Gianni Infantino, ringraziandolo per il supporto offerto al calcio africano nel corso degli anni”.
Un bel colpo per il capo del calcio, dopo aver incassato la sfiducia della Uefa. Nel 2023 il blocco europeo aveva sostenuto la sua candidatura, con l’eccezione di alcune nazioni, tra cui la Norvegia, storica oppositrice di Infantino.
“Chiediamo che si dimetta”, ha detto oggi la presidente Lise Klaveness, indicata da alcuni (tra cui l’ex presidente Fifa Sepp Blatter) come una possibile candidata Uefa alle elezioni di Rabat.
“Non commento, non è un argomento di discussione”, si è limitata a dire lei. L’ultima volta in cui un presidente Fifa in carica venne sconfitto in un’elezione risale al 1974 (Rous contro Havelange).
Mai nessuna donna ha guidato il calcio. L’ora delle scelte in Europa sta per arrivare: potrebbe essere una scelta epocale.