MILANO - Quando al caos si aggiunge il caos. È questo lo scenario in casa Milan, a meno di una settimana dal ribaltone che ha azzerato i vertici della società e in panchina.

Ma non solo, perché dopo le parole sibilline di Modric (che su Instagram ha anche postato una foto in compagnia di Florentino Perez aggiungendo due cuori bianchi, segno del suo desiderio di tornare a Madrid, probabilmente nello staff di Mourinho), sono arrivate quelle ben più nette di Rafa Leao, che ha parlato del proprio futuro a Sport TV: “Penso di aver dato al Milan tutto quello che potevo dare, è stato un club che mi ha aiutato molto a crescere, che mi ha sostenuto nei momenti difficili. Sono felice di essere riuscito a scrivere il mio nome nella storia del club. Desidero provare una nuova sfida in un nuovo campionato. E se questo dovesse accadere, ne sarei molto felice e soddisfatto, perché significherebbe che ho fatto il mio lavoro nel migliore dei modi”.

Frasi chiare, per un addio che era comunque già stato messo in conto dopo il pessimo finale di stagione e la rottura con il pubblico di San Siro. Leao vorrebbe la Premier, anche se al momento le uniche offerte sono arrivate dalla Turchia, con Galatasaray e Fenerbahce pronte a offrirgli un contratto da 10 milioni a stagione.

E il Milan? Da quel che si sa, il club vorrebbe incassare una cifra tra i 50 e i 70 milioni, con la speranza che il Mondiale possa farne aumentare il valore dando vita a un’asta per il portoghese.

Oltre a Modric e Leao, anche Rabiot potrebbe salutare tutti, perché Allegri lo vorrebbe a Napoli e lui ricambia, visto che se lo scorso anno ha deciso di vestire il rossonero è stato solo perché in panchina c’era Allegri.

Come se non bastasse, dal ritiro della nazionale americana sono arrivate anche le parole di Pulisic: “Non cerco di dare colpe o di capire quali siano stati i problemi - ha detto -. Ci sono stati momenti in cui avrei potuto fare molto meglio ed è stato un periodo difficile per la nostra squadra. È stato un periodo difficile per me ed è a questo che si riduce tutto. Ovviamente sono dispiaciuto, ma ora devo guardare avanti, a ciò che ho di fronte”. Cosa sia non è ancora chiaro, ma considerando il contratto in scadenza nel 2027 anche la sua permanenza sembra a forte rischio.

Domani, intanto, inizierà una settimana decisiva: Rangnick incontrerà la Federcalcio austriaca per chiarire il suo futuro (ma già emerge la “gelosia” di Ibrahimovic per il fatto che al tedesco verrebbero date le chiavi della parte sportiva), martedì è in programma un incontro con Glasner, candidato principale qualora Cardinale sposasse la linea Rangnick.

In tutto questo si è inserito Arne Slot (il preferito di Ibra), che però non accetterebbe un progetto in cui a decidere sarebbe il solo Rangnick. Come si può ben capire, una situazione caotica. O semplicemente una situazione da Milan attuale.