KIEV - L’Ucraina accelera la strategia volta a isolare la Crimea dalla Russia, colpendo infrastrutture logistiche ed energetiche nella penisola occupata da Mosca dal 2014. Una campagna che, secondo Kiev, punta a compromettere le linee di rifornimento russe e a ridurre la capacità operativa delle forze del Cremlino sul fronte meridionale. 

A confermare la gravità della situazione è stato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha dichiarato che le autorità russe stanno adottando una serie di misure per contenere l’impatto degli attacchi ucraini. 

Dopo il recente raid con droni nella zona di Kerch, che secondo il bilancio ufficiale ha provocato quattro morti e ventotto feriti, le autorità della Crimea hanno introdotto misure straordinarie in tutta la penisola affacciata sul Mar Nero.

Oltre al razionamento del carburante, sono state imposte restrizioni ai consumi energetici a causa dei danni subiti dalle infrastrutture della rete elettrica. 

Le autorità crimeane hanno inoltre annunciato la sospensione della vendita di carburante presso le stazioni di servizio, sia tramite pagamenti in contanti sia con altre modalità, compresi i buoni, per cittadini e imprese private. Le forniture saranno riservate esclusivamente agli enti pubblici e ai servizi governativi. 

Misure analoghe sono state adottate anche a Sebastopoli. Il governatore Mikhail Razvozhaev ha reso noto che, per preservare le scorte disponibili, il carburante non sarà distribuito alla popolazione nelle giornate del 22 e 23 giugno. Il rifornimento sarà consentito soltanto ai mezzi di emergenza e ai veicoli impiegati nei servizi essenziali. 

Nell’ambito del piano di risparmio energetico, sarà inoltre spenta l’illuminazione stradale e tutti gli eventi pubblici sono stati cancellati a partire dal 22 giugno e fino a nuova comunicazione. Le autorità locali hanno invitato la popolazione a mostrare comprensione e collaborazione di fronte alle restrizioni introdotte per gestire l’emergenza. 

L’eccezionalità della situazione emerge anche dalla decisione di Mosca di sospendere fino al primo settembre i campi estivi per bambini, compreso il celebre Artek, sulle rive del Mar Nero, fondato nel 1925 per i Giovani Pionieri (i boy scout sovietici). Ferme anche le attività turistiche nella penisola, ufficialmente per “ragioni di sicurezza pubblica”. 

Dal canto suo, Kiev rivendica l’efficacia della propria strategia. In un’intervista al canale YouTube Pressing, il ministro della Trasformazione Digitale e responsabile del programma droni, Mykhailo Fedorov, ha sostenuto che gli attacchi stanno progressivamente isolando la penisola dal resto della Federazione Russa.

“La Crimea viene isolata dai droni. E in un futuro prossimo, sembra che la Crimea si trasformerà in un’isola. E questo potrebbe portare a conseguenze del tutto inaspettate per i russi. Non posso dire altro”, ha dichiarato Fedorov. 

Secondo il ministro, la pressione sulle infrastrutture logistiche sta già producendo effetti diretti sul campo di battaglia.

“Per i russi inizia l’inferno, a cui sarà molto difficile far fronte. E noi abbiamo questa finestra di opportunità. La logistica viene tagliata, la Crimea viene isolata. E questo si riflette nell’est. Esiste una correlazione diretta tra quanto colpiamo la logistica e quante azioni d’assalto avvengono sulla prima linea”, ha osservato. 

Le dichiarazioni di Fedorov riflettono la convinzione, sempre più diffusa a Kiev, che la guerra possa essere influenzata non soltanto dagli scontri diretti lungo il fronte, ma anche dalla capacità di interrompere i collegamenti strategici tra la Russia e i territori occupati.

In questo quadro, la Crimea continua a rappresentare uno degli obiettivi prioritari della campagna ucraina, sia per il suo valore simbolico sia per il suo ruolo cruciale nella logistica militare russa nel Mar Nero e nel sud dell’Ucraina.