BRUXELLES – Più tempo per tagliare le emissioni, più quote gratuite e più risorse per riconvertire le fabbriche. La Commissione europea allenta dopo il 2030 il mercato di scambio delle quote di emissione, l’ETS, per rispondere alla protesta dell’industria senza rinunciare agli obiettivi climatici.

Il tetto alla CO2 continuerà a diminuire, ma più lentamente. La metà degli incassi nazionali dovrà però tornare ai settori che pagano il sistema. In parallelo Bruxelles punta a raddoppiare entro il 2040 la quota di elettricità nei consumi europei. Il sistema dell’ETS obbliga centrali, industrie energivore, compagnie aeree e società di navigazione a comprare permessi per ogni tonnellata di CO2 emessa.

Riducendo ogni anno le quote disponibili, Bruxelles ne aumenta il costo spingendo le aziende verso tecnologie pulite. È questo il meccanismo che ora rallenta. Il ritmo annuale di riduzione del tetto passerà dal 4,4% attuale al 3,7% tra il 2031 e il 2035 e all’1,7% dal 2036.

Anche il surplus sarà assorbito più lentamente, lasciando sul mercato più permessi, contenendo la pressione sui prezzi. Acciaio, cemento, alluminio, fertilizzanti e gli altri comparti protetti dal dazio climatico sulle importazioni manterranno le quote gratuite fino al 2038, quattro anni più del previsto.

Le imprese ne riceveranno l’80% dopo un piano di decarbonizzazione e il restante 20% solo dopo gli investimenti. La contropartita è in denaro: almeno metà degli incassi nazionali dovrà finanziare la riconversione industriale verso la decarbonizzazione. Le risorse potranno sostenere elettrificazione, reti, chimica, aviazione e trasporto marittimo, ma non nuovi investimenti nei combustibili fossili.

Dal 2036 il sistema si aprirà anche a una quota limitata di crediti internazionali, acquistati dalla Commissione. Entreranno gradualmente poi anche gli inceneritori, mentre dal 2029 più voli in partenza dall’Ue pagheranno la CO2 e aumenteranno gli aiuti ai carburanti puliti per aerei e navi. La seconda gamba del pacchetto è, come detto, l’elettrificazione.

L’obiettivo “indicativo” è portare dal 23% al 46% entro il 2040 la quota di elettricità nei consumi finali. Gli Stati dovranno tassare l’elettricità in modo più favorevole del gas e ridurre il divario di prezzo, con incentivi per auto elettriche, pompe di calore, batterie e industria.

“Uniamo azione climatica e competitività”, ha rivendicato il commissario Wopke Hoekstra. Ursula von der Leyen vuole fare dell’Europa “il primo continente elettrificato al mondo”, mentre per il vicepresidente Stéphane Séjourné “ciò che viene tolto all’industria deve tornare all’industria”.