BUENOS AIRES – La disputa territoriale tra Argentina e Regno Unito sulle Malvinas rischia di arrivare al contenzioso internazionale.

Javier Milei, di ritorno da New York dove ha portato le istanze del suo governo all’Assemblea Generale, ha annunciato di aver avviato una procedura arbitrale, come previsto nell’Allegato VII della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare.

“L’obiettivo – dice un comunicato della Casa Rosada – è impedire lo sfruttamento illegittimo delle risorse di idrocarburi nel Bacino delle Malvinas Nord, Georgia del Sud e Sandwich del Sud e negli spazi marittimi circostanti, attraverso il progetto denominato ‘Sea Lion’, così come l’adozione di qualsiasi altra misura suscettibile di aggravare la situazione, in particolare il rilascio di nuovi permessi di sfruttamento delle risorse naturali esistenti sulla Piattaforma Continentale Argentina”.

Il presidente sottolinea che “l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, mediante la Risoluzione 2065 (XX), ha riconosciuto l’esistenza di una controversia di sovranità tra la Repubblica Argentina e il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord sulle Isole Malvine, Georgia del Sud e Sandwich del Sud e sugli spazi marittimi circostanti, e ha esortato entrambi i governi a trovare una soluzione pacifica alla controversia mediante negoziati”.

D’altra parte, continua la nota, “la Risoluzione 31/49 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha espressamente esortato entrambi i Paesi ad astenersi dall’adottare decisioni che comportino modifiche unilaterali della situazione finché proseguirà il processo raccomandato dall’Assemblea Generale”.

Secondo il comunicato, il progetto “Sea Lion” produce un “danno irreversibile e irreparabile ai diritti di sovranità” del Paese. In questo contesto, la Repubblica Argentina ha formalmente intimato al Regno Unito di adottare, entro due settimane, le misure necessarie per impedire l’avvio o la prosecuzione delle attività destinate allo sfruttamento delle risorse di idrocarburi sulla Piattaforma Continentale Argentina.

“In caso di mancato rispetto di tale richiesta entro il termine fissato, la Repubblica Argentina chiederà al Tribunale Internazionale per il Diritto del Mare le misure provvisorie necessarie a preservare i diritti sovrani sulla Piattaforma Continentale”.

Il comunicato rifiuta in modo categorico la risposta del Regno Unito alla dichiarazione pronunciata da Milei davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Come afferma il comunicato, “la pretesa denominazione delle Isole Malvine come ‘Territorio Britannico d’Oltremare’ e il referendum unilaterale celebrato nel 2013 e non riconosciuto a livello internazionale non alterano l’esistenza né l’oggetto della controversia di sovranità riconosciuta dalle Nazioni Unite”.

Il post di Javier Milei su X.

Infine, la nota informa che sono state rilevate operazioni realizzate dall’impresa Thales Uk Limited sulla rotta aerea Isole Malvine - Punta Arenas (in Cile), mediante un aeromobile con immatricolazione del Regno Unito e senza autorizzazione delle autorità argentine. Per questo il presidente “ha ordinato alle strutture del governo di avviare con urgenza i procedimenti sanzionatori e le relative denunce penali, nonché di intraprendere le pertinenti iniziative diplomatiche”.

Milei conclude in modo perentorio: “La Repubblica Argentina non resterà a braccia conserte e continuerà a difendere con fermezza i propri diritti sovrani, utilizzando tutti gli strumenti diplomatici, amministrativi e giuridici riconosciuti dal diritto nazionale e internazionale. Le Malvinas sono argentine”.