Sono tra le parti del corpo che usiamo di più e a cui chiediamo maggiore precisione: con le mani scriviamo, cuciniamo, lavoriamo, guidiamo, prendiamo oggetti e comunichiamo. Non sorprende, quindi, che prima o poi possano comparire dolore, rigidità, formicolii o gonfiore a carico delle dita, delle mani e dei polsi. Nella maggior parte dei casi si tratta di disturbi frequenti e affrontabili, ma è importante imparare a riconoscere i segnali e a non trascurare quelli persistenti.

Un dolore alla mano o al polso può comparire dopo uno sforzo insolito, movimenti ripetuti o un’attività che sottopone articolazioni e tendini a un carico maggiore del solito. Computer, smartphone, lavori manuali, sport e attività domestiche possono contribuire, soprattutto quando vengono svolti a lungo e senza pause. In questi casi il disturbo può manifestarsi come dolore localizzato, senso di affaticamento o rigidità, talvolta accompagnato da una lieve riduzione della forza. Spesso tende a migliorare con il riposo e con la riduzione temporanea dell’attività che lo provoca. Anche un trauma può essere all’origine del problema: una caduta, una distorsione o un colpo possono provocare contusioni, distorsioni e, nei casi più importanti, fratture. Gonfiore improvviso, deformità, dolore intenso o difficoltà a muovere la mano dopo un trauma meritano una valutazione medica.

L’artrosi è una delle cause più comuni di dolore alle mani, soprattutto con l’avanzare dell’età. È legata alla progressiva modificazione delle strutture articolari e può interessare in particolare le articolazioni delle dita e la base del pollice. Il dolore può comparire durante l’uso della mano e accompagnarsi a rigidità, difficoltà nei movimenti e, nel tempo, a cambiamenti della forma delle articolazioni. Un disturbo tipico può essere la difficoltà ad aprire un barattolo, girare una chiave o afferrare saldamente un oggetto. Quando è coinvolta la base del pollice, anche gesti apparentemente semplici, come usare le forbici o tenere una tazza, possono diventare fastidiosi. Il trattamento dipende dalla gravità del disturbo e può comprendere esercizi, modifiche delle attività quotidiane, terapie fisiche e, quando necessario, farmaci prescritti dal medico.

Non tutte le forme di dolore alla mano dipendono dalle articolazioni. Anche i tendini, che collegano i muscoli alle ossa e permettono di muovere dita e polso, possono infiammarsi o irritarsi. Il dolore tende a comparire durante determinati movimenti e può essere accompagnato da sensibilità al tatto o da una sensazione di attrito. Tra i disturbi più noti c’è il cosiddetto “dito a scatto”, caratterizzato da difficoltà nel piegare o raddrizzare un dito, che può bloccarsi temporaneamente prima di scattare in posizione. Un altro problema frequente è la tenosinovite di De Quervain, che interessa alcuni tendini sul lato del pollice e provoca dolore nella zona del polso, soprattutto durante movimenti di presa o quando si muove il pollice.

Quando il sintomo principale non è il dolore ma il formicolio, l’intorpidimento o una sensazione simile a “spilli e aghi”, può essere coinvolto un nervo. Il disturbo più conosciuto è la sindrome del tunnel carpale. Si verifica quando il nervo mediano, che attraversa il polso, viene compresso. I sintomi interessano soprattutto pollice, indice, medio e parte dell’anulare e possono essere più evidenti durante la notte. Alcune persone avvertono anche debolezza o difficoltà nei movimenti fini della mano. Non tutti i formicolii, però, dipendono dal tunnel carpale. Possono entrare in gioco anche problemi a carico di altri nervi, del gomito o della colonna cervicale. Per questo, quando il disturbo è frequente o persistente, è utile individuarne la causa invece di attribuirlo automaticamente al lavoro al computer.

Dolore e rigidità alle mani possono essere anche il segnale di una malattia infiammatoria delle articolazioni, come l’artrite reumatoide. A differenza dei disturbi legati soprattutto all’uso della mano, queste condizioni possono provocare gonfiore e rigidità particolarmente evidenti al risveglio e interessare più articolazioni contemporaneamente, spesso in modo simmetrico. Un elemento importante è la persistenza dei sintomi: se le mani rimangono gonfie, rigide e doloranti per settimane, è opportuno parlarne con il medico. Una diagnosi precoce delle malattie infiammatorie può essere importante per impostare tempestivamente il trattamento più adatto. Il polso è un punto di passaggio complesso, formato da numerose piccole ossa, articolazioni, legamenti, tendini e nervi. Per questo un dolore in questa zona può avere origini molto diverse. Oltre alle distorsioni e alle fratture, possono comparire cisti gangliari: piccole formazioni, generalmente benigne, contenenti liquido e localizzate vicino a un’articolazione o a un tendine. Possono essere visibili come un piccolo rigonfiamento e talvolta provocare dolore o fastidio durante il movimento. Anche in questo caso è meglio non basarsi soltanto sull’aspetto esterno per capire di che cosa si tratta.

Alcune semplici abitudini possono aiutare a ridurre il sovraccarico. Alternare le attività, fare pause durante i lavori ripetitivi e variare la posizione della mano possono essere accorgimenti utili. Quando un movimento provoca dolore, è ragionevole ridurlo temporaneamente senza però immobilizzare a lungo la mano in assenza di indicazioni mediche. Gli esercizi possono essere utili in molti disturbi, ma devono essere scelti in base alla causa del problema. Anche l’uso di tutori o altri dispositivi non dovrebbe diventare un’abitudine automatica: in alcune situazioni possono aiutare, in altre un uso prolungato può non essere appropriato. Per quanto riguarda i farmaci antidolorifici o antinfiammatori, è bene ricordare che non sono adatti a tutti. Età, altre terapie e condizioni di salute possono influire sulla loro sicurezza: prima di utilizzarli regolarmente è quindi opportuno chiedere consiglio a un medico o a un farmacista.

Un dolore occasionale dopo uno sforzo non è necessariamente motivo d’allarme. È invece consigliabile rivolgersi a un professionista sanitario quando il disturbo persiste, peggiora, limita le normali attività o tende a ripresentarsi. Una valutazione è particolarmente importante in presenza di gonfiore persistente, perdita di forza, formicolii o perdita di sensibilità, rigidità marcata, dolore notturno frequente oppure sintomi che coinvolgono diverse articolazioni. 

Dopo un trauma, dolore intenso, gonfiore importante, deformità o l’impossibilità di muovere normalmente un dito, la mano o il polso richiedono una valutazione tempestiva. In definitiva, mani e polsi possono fare male per moltissime ragioni, dalle conseguenze di un gesto ripetuto all’artrosi, dall’irritazione di un tendine alla compressione di un nervo. La buona notizia è che conoscere i sintomi e osservare come si comportano nel tempo aiuta a capire quando può bastare modificare le proprie abitudini e quando, invece, è il momento di chiedere un parere. Perché prendersi cura delle mani significa, in fondo, proteggere una delle nostre principali “attrezzature” quotidiane.