ROMA - Applausi a Montecitorio per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto alle celebrazioni per l’ottantesimo anniversario della prima seduta dell'Assemblea costituente.  

Il Capo dello Stato è stato accolto dai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, e ha visitato la mostra dedicata alla Costituente, prima di raggiungere la cerimonia alla presenza della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del presidente della Corte costituzionale, Giovanni Amoroso. 

Nel suo intervento, Mattarella ha reso omaggio alle donne e agli uomini che, dopo il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, seppero “dare forma alla libertà e alla democrazia degli italiani”.  

Il presidente ha ricordato il prezzo pagato dal Paese dopo la dittatura e la guerra: dai partigiani alle popolazioni colpite dalle violenze naziste e della Repubblica di Salò, dai militari internati in Germania agli italiani di origine ebraica deportati nei campi di sterminio. 

Il Capo dello Stato ha sottolineato il ruolo delle forze della Resistenza e della classe dirigente non compromessa con il fascismo nella transizione verso il nuovo ordinamento. Quel percorso, ha ricordato, portò alla scelta tra monarchia e Repubblica e all’elezione dell’Assemblea Costituente a suffragio universale.  

Per Mattarella fu “una rivoluzione pacifica” che realizzò il sogno risorgimentale di Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi: un patto costituzionale tra gli italiani e un nuovo Stato per l’Italia unita. 

Richiamando Alcide De Gasperi, ultimo presidente del Consiglio del Regno e primo capo del governo della Repubblica, Mattarella ha indicato in “concordia e unità” il programma della nuova Italia repubblicana.  

Il presidente ha infine respinto l’idea che il lavoro della Costituente sia stato solo un compromesso tra partiti, e ha concluso ribadendo che quella sintesi rispondeva a un principio che si è affermato nel tempo nel comune sentire dei cittadini: “La Repubblica è di tutti”.