PARIGI - “L’Italia è pronta a fare la sua parte” ma “è chiaro che una presenza navale internazionale a Hormuz può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità in coordinamento con tutti gli attori regionali e con una postura difensiva”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al termine della Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, svoltasi a Parigi presso il Palazzo dell’Eliseo. 

Secondo la premier, “riaprire Hormuz è un elemento essenziale per qualsiasi soluzione al conflitto mediorientale”, e ha osservato che “in risposta al cessate il fuoco in Libano c’è stata la riapertura da parte iraniana al passaggio nello stretto”. La riapertura “è parte di qualsiasi serio progetto negoziato”, ha detto. 

Meloni ha poi annunciato che l’Italia sta portando avanti “una importante azione di pianificazione a livello nazionale” e offre la sua disponibilità a mettere a disposizione proprie unità navali, “chiaramente sulla base di una necessaria autorizzazione parlamentare per quelle che sono le nostre regole costituzionali”.  

La premier ha infine ricordato la missione Aspides, “che vanta una presenza importante in un’area attigua a quella di Hormuz” e che dal punto di vista del governo italiano “può rappresentare un’esperienza preziosa anche per quello che stiamo cercando di fare ora”. 

Dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, arriva un invito alla coesione: “È una sfida che deve trovare l’unità di tutto il Parlamento”, ha detto, sostenendo che l’Italia “da tempo si sta preparando per questo. Lo Stato maggiore della Difesa sta predisponendo il nostro impegno per una eventuale missione internazionale”.  

Lo stretto di Hormuz, spiega il ministro, è “il sistema venoso della Terra, passano da lì una parte rilevante dell’energia del mondo. Permettere la circolazione della navigazione interessa e tocca quindi tutti i cittadini”. 

Quanto ai primi distinguo emersi in Parlamento, in particolare da M5s e Avs, che chiedono una risoluzione Onu, il ministro ha risposto: “In questo momento non servono differenziazioni o scuse. Di fronte a sfide del genere bisognerebbe tenere unito il paese. Tutta la politica dovrebbe perseguire gli interessi dell’Italia”.