ROMA - Un nuovo violento scontro allarga la frattura tra la Casa Bianca e Palazzo Chigi. Dopo l’intervista televisiva, Donald Trump sceglie i social per sferrare un altro duro colpo a Giorgia Meloni. “Vuole tornare a essere mia amica per far risalire i suoi ‘numeri’, no grazie”, l’attacco del presidente Usa. “La mia popolarità non ti riguarda ed essere tua amica non l’ha certo favorita”, la controffensiva della premier. 

La rottura si consuma a colpi di post e commenti, ma la presidente del Consiglio assicura che questo sarà il suo ultimo affondo. “Non tornerò sull’argomento, perché credo ancora nell’unità dell’Occidente e non credo che questo sia uno spettacolo all’altezza del nostro compito”, scrive Meloni. Che prova a tenere separati i rapporti tra governi - visibilmente incrinati - dalle storiche relazioni tra i due Paesi.

Dopo la solidarietà espressa alla premier in occasione del primo capitolo dell’alterco, Sergio Mattarella - che per la Giornata del Rifugiato invita la comunità internazionale ad “astenersi da condotte irresponsabili” - preferisce non entrare nelle pieghe di questo nuovo duello. Meloni - raccontano - vive il post di Trump con un misto tra sorpresa, rabbia e amarezza.

Tutto era cominciato con poche, durissime parole, pronunciate dal presidente americano a L’Aria che tira. Piombate nel bel mezzo del Consiglio europeo di Bruxelles, dov’era presente la premier italiana. “Giorgia Meloni ha implorato di fare una foto, mi ha fatto pena”, lo strale senza precedenti lanciato da Trump all’ex alleata.

La risposta di Meloni era stata immediata, veemente e durissima. “Le sue dichiarazioni sono totalmente inventate, sono francamente allibita” ma “si ricordi: io e l’Italia non imploriamo mai”.

I colpi reiterati della Casa Bianca - si ragiona in ambienti di governo - fanno male alle relazioni personali e mettono in tensione i rapporti tra alleati. Il video diventato virale negli Usa con la premier che parla ad Evian con Trump puntandogli il dito sembrerebbe essere stato il motivo della successiva reazione violenta del presidente americano. E su questo nei piani alti dell’esecutivo nessuno si sbilancia e si rimane alle supposizioni. 

A parlare di “attacchi gratuiti e insensati” è la stessa Meloni, che non si trattiene dal commentare il post del Tycoon. In poche righe, Trump accosta le “ripetute richieste” per una foto insieme che sarebbero arrivate al G7 in Francia alla “popolarità in calo” di “Gigiorgia”, scrive sbagliando il nome della premier.“Forse perché ha voltato le spalle agli Usa”, incalza. Il presidente attacca ancora l’esecutivo di Roma per non aver consentito l’uso delle piste delle basi Usa in Italia durante la guerra con l’Iran.

E sul punto Meloni replica: “L’Italia è una nazione sovrana. Abbiamo sempre rispettato gli accordi che non potranno essere violati finché sarò premier”. E sulla questione dei sondaggi, chiude con stizza: “La mia popolarità non è affar tuo, ti suggerisco di concentrarti sulla tua”. Meloni ha finora deciso di rispondere personalmente alle stoccate di Trump, ma questa è l’ultima volta. 

Lo scontro - è la riflessione condivisa ai piani alti dell’esecutivo - non può cambiare i rapporti consolidati con gli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri ha già annullato il suo viaggio negli Usa per il Business Forum, che è stato quindi annullato. Ma non sono previsti ulteriori passi diplomatici.

La prossima data utile per un nuovo possibile faccia a faccia tra i due leader è quella del 7-8 luglio, in occasione del vertice Nato di Ankara, ma intanto i riflettori sono puntati sulle mosse delle maggioranza e dell’esecutivo in vista della consuete celebrazioni per l’Indipendence Day in programma il prossimo 2 luglio a Villa Taverna. Al momento non sono arrivati ordini dai vertici del governo per disertare i festeggiamenti, né sono state prese decisioni condivise.

La presenza della premier, secondo quanto stabilito già parecchi giorni fa, non sarebbe prevista. “Faccio l’agenda settimana per settimana”, glissa il vicepremier Matteo Salvini. Che non si “pente” del sostegno dato a Trump, anche se definisce “inutile e sgradevole” l’ultima uscita del tycoon. “Non c’è una guerra tra Italia e Usa, niente e nessuno può mettere in discussione i buoni rapporti tra i due Paesi”, puntualizza il leader leghista.

“Con Trump serve pazienza, non boicottiamo la festa del 4 luglio”, è l’appello del leghista Claudio Borghi. Sguardi rivolti alla festa nella residenza dell’ambasciatore americano anche dalle parti del campo largo. I cui leader si preparano a disertare l’appuntamento, fatta eccezione per Matteo Renzi.

“L’alleanza con gli Usa è molto più importante dei presidenti pro tempore Trump e Meloni”, si spiega da Iv. Nel mirino delle opposizioni c’è senza dubbio la presidenza del tycoon, ma si alza ancor più il pressing sulla postura “servile” di Meloni.

“La politica estera esca dai botta e risposta sui social”, è l’invito della segreteria Pd. “Meloni ha difeso Trump fino a ieri, la sua posizione non è credibile”, attacca Renzi. “Macché schiena dritta, da Trump un richiamo all’ordine a chi ha sempre obbedito”, affonda il leader 5S, Giuseppe Conte. Mentre Angelo Bonelli invita la premier a uscire dal Board of Peace.