SYDNEY – I prezzi delle case in Australia hanno registrato ad aprile l’aumento più contenuto da oltre un anno, segnale di un raffreddamento progressivo del mercato immobiliare dopo mesi di crescita sostenuta.
Secondo i dati raccolti da Cotality, il valore medio nazionale è salito dello 0,3 per cento, con un rallentamento diffuso in tutte le capitali.
A incidere maggiormente sono stati i due mercati principali: Sydney e Melbourne, dove i prezzi sono scesi rispettivamente dello 0,6 per cento nel corso del mese. Una dinamica che, secondo gli analisti, riflette la maggiore sensibilità di queste città all’andamento dei tassi d’interesse.
“Sta emergendo un quadro più chiaro: la spinta del mercato si sta attenuando”, ha spiegato Gerard Burg, responsabile ricerca di Cotality per l’Australia. L’impatto dei rialzi del costo del denaro, unito alla pressione sui bilanci familiari e all’incertezza legata ai prezzi dell’energia, sta riducendo la capacità di acquisto.
Un secondo indicatore, elaborato da PropTrack, conferma la tendenza, segnalando addirittura una lieve flessione nazionale dello 0,1 per cento ad aprile. Anche in questo caso, Sydney e Melbourne risultano le più colpite.
Dall’inizio dell’anno la Reserve Bank ha già aumentato i tassi due volte, portando il costo del denaro al 4,1 per cento. Con l’inflazione al 4,6 per cento, il mercato si prepara a nuovi possibili interventi, che potrebbero raffreddare ulteriormente la domanda.
Non tutte le città, però, si muovono allo stesso modo. Perth ha registrato l’incremento più forte, con un +2,1 per cento, seguita da Brisbane, Adelaide e Darwin, tutte in crescita oltre l’1 per cento. In queste aree, l’offerta limitata continua a sostenere i valori.
Anche i mercati regionali mostrano una tenuta maggiore rispetto alle capitali. Nei primi quattro mesi dell’anno, l’indice delle aree non metropolitane è salito del 4,2 per cento, contro l’1,8 per cento delle grandi città. Prezzi più accessibili e domanda locale restano fattori determinanti.
Secondo l’economista di ANZ Madeline Dunk, il rallentamento è legato anche a un clima generale di cautela. L’aumento dei costi, in particolare del carburante, riduce la disponibilità di spesa delle famiglie e influenza le decisioni di acquisto.
Nonostante il cambio di passo, gli analisti non prevedono cali marcati. La difficoltà di aumentare l’offerta abitativa continua a porre un limite alle correzioni dei prezzi. Il mercato entra quindi in una fase più lenta, ma ancora sostenuta da fondamentali solidi.